Roma, 26 set. (TMNews) – “I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà”: così il cardinale Angelo Bagnasco che, aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, ha così stabilito una “gerarchia” di gravità tra i comportamenti indivuali, senza mai citare espressamente il caso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – e gli eccessi e/o le strumentalizzazioni delle indagini e dei mass media.
“E’ l’esibizione talora – ha detto Bagnasco in un passaggio della sua prolusione dedicata alla politica italiana – a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia – ha proseguito l’arcivescovo di Genova – può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido – ha detto ancora Bagnasco – oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato”.
Ska
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