– Una valanga di ricorsi mette in difficoltà l’ufficio scolastico provinciale di Varese, con il risultato che la nomina di una parte dei supplenti annuali è già slittata due volte, la prima il 29 settembre e la seconda mercoledì mattina. Tutte le speranze sono riposte nella giornata di domani, quando la sfida sarà quella di riuscire a nominare i supplenti mancanti. Si stima che all’Ust manchino da nominare alcune centinaia di supplenti (sul totale di 11mila docenti della provincia). Al numero si devono aggiungere i docenti che devono essere eventualmente ancora nominati dai presidi. Va specificato che anche nel passato i supplenti venivano nominati nel mese di ottobre e qualche volta anche a novembre. Ma quest’anno la situazione è più complicata da gestire. «I tempi sono quelli di sempre, con qualche aggravante dovuta alle centinaia di ricorsi che sono stati fatti- – spiega il provveditore Claudio Merletti – La massa di ricorrenti è davvero consistente. In più, i ricorsi sono stati fatti in base a sentenze generiche, ognuna delle quali può comprendere anche 200 nominativi. Il dipendenti dell’ufficio scolastico devono verificare ogni nominativo, con una tempistica che non abbiamo saputo quantificare perché un lavoro del genere non lo abbiamo mai fatto prima. È anche la prima volta che nella storia del provveditorato varesino le nomine saltano due volte». I ricorsi sono fatti dai docenti per diversi motivi (titolo di abilitazione all’insegnamento, bocciatura, ecc) e molti sono stati accolti. E poi c’è la mobilità, che quest’anno è stata enorme. L’organico di quest’anno, infatti, rimarrà in essere per tre anni
e chi ha potuto spostarsi ha tentato di farlo, come ultima chance. Merletti descrive la mole di lavoro con un paragone: «È come il problema della vasca da bagno che viene proposto a scuola. Da una parte c’è l’acqua che entra e dall’altra la perdita e lo studente deve stimare quanta acqua rimane nella vasca. Allo stesso modo, in questo caso, da una parte c’è il continuo ingresso di ricorsi, dall’altro le chiamate. Ma tra la chiamata e la convocazione arrivano altri ricorsi, la situazione è in continuo divenire». Il provveditore afferma che i dipendenti dell’ufficio scolastico, per affrontare questa emergenza, hanno lavorato oltre gli orari di lavoro, facendo molto di più di quanto è stato loro richiesto: «È una situazione di cui mi assumo totalmente la responsabilità perché il nostro organico non avrebbe potuto fare più di così». Va specificato che, nonostante questi problemi, oggi non ci sono studenti lasciati in aula senza professori o maestri. «In attesa degli aventi diritto, le lezioni sono partite per tutti – conclude Merletti -. L’insegnante cambierà con la nomina del supplente, ma gli studenti stanno già studiando, i programmi didattici stanno andando avanti». È innegabile che qualche problema ci sia, sia per i docenti che aspettano di sapere dove (e se) lavoreranno come supplenti, sia per gli studenti che dovranno cambiare un professore, interrompendo la continuità didattica. La speranza è che le cose stiano per concludersi. La certezza, quella che mantiene alto l’umore in questo turbinio di scartoffie burocratiche, è che il prossimo anno tutta la situazione sarà più fluida da gestire.













