En plein di punti inquinati da scarichi non depurati per il lago Maggiore, 8 su 8. Ne esce bene, per quanto riguarda l’inquinamento microbiologico, invece il lago di Varese, i cui 3 punti analizzati risultano entro i limiti, pur rimanendo un malato al momento incurabile. È dunque in chiaroscuro il bilancio del monitoraggio effettuato su questi due bacini dalla Goletta dei Laghi di Legambiente. «Sul lago di Varese
(a Gavirate e a Cazzago) abbiamo avuto un esito confortante – dice , vicepresidente del circolo Legambiente di Varese – che auspichiamo possa ripetersi. Anche se purtroppo permangono le criticità legati ad altri parametri, quali la carenza di ossigeno, le elevate concentrazioni di fosforo nelle acque e le frequenti proliferazioni algali che, come certifica la Asl, continuano a costituire un rischio per la salute delle acque».
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che anticipa di qualche giorno l’equipaggio impegnato nella comunicazione. Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in sito con l’ausilio di strumentazione da campo mentre i campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione. «Ogni anno torniamo sui laghi per verificare con un attento monitoraggio – spiega , responsabile scientifico di Legambiente – se persistono ancora criticità legate ad una depurazione inadeguata o spesso assente. I dati di quest’anno, ancora una volta, confermano le situazioni note già da diversi anni, che purtroppo vengono incrementate da alcune novità, grazie alle segnalazioni di cittadini e turisti sempre più attenti alla qualità del lago. La depurazione però non è la sola minaccia per il Maggiore e il Varese, come conferma l’ultimo rapporto Arpa sullo stato di qualità dei laghi».
Obiettivo che l’Unione europea impone, con la direttiva 2000/60, a tutti i paesi membri entro il 2015. «Anche per questo una diversa e più efficace politica di gestione e tutela delle risorse e dei servizi idrici è quanto mai urgente». Proprio per questo, secondo Legambiente, resta necessario la costituzione dell’Ato «per definire le priorità,
coordinare gli interventi e sbloccare i finanziamenti».Da sempre Villa Recalcati ha prestato molta attenzione allo stato di salute del lago varesino. «Ora che l’ente è stato declassato – si chiede, portavoce della Goletta dei Laghi -, chi farà da regia per un risanamento del lago? Dopo il progetto sperimentale Phosloc c’è stato il deserto».
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