Roma, 23 ago. (Apcom) – Parlando poi dei rapporti con i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, Epifani conferma: “sono freddi, com’è inevitabile”. Per ricucire, aggiunge, “si deve ripartire da una legge sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro. Un testo fermo in Parlamento. Una legge che consegni ai lavoratori pubblici e privati il diritto di esprimere il loro punto di vista con un referendum nei momenti decisivi della contrattazione. E di farlo sempre, non solo come fa comodo a qualche organizzazione come è accaduto a Pomigliano”.
E sulle tensioni nella maggioranza osserva: “Di questo governo abbiamo combattuto le scelte di politica economica contenute in una manovra che abbiamo giudicato pesantemente iniqua. Poi abbiamo subito gli effetti di una linea governativa che puntava esplicitamente alla divisione tra i sindacati e a diminuire i diritti e le tutele dei lavoratori. E’ chiaro – sottolinea – che se questo governo cade non me ne dolgo. Altro discorso è capire cosa accade dopo la crisi”.
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