VARESE Quello di domani sarà un freddo Natale per molti varesini. Sicuramente lo sarà per le trenta famiglie che vivono nei due condomini gemelli corrispondenti ai numeri civici 122 e 124 di viale Belforte, di fronte a via Sleme: l’Aspem ha chiuso i rubinetti del gas ai condomini morosi. Il particolare da non sottovalutare è che la caldaia è comune a tutti e due i complessi, quindi tutte le trenta famiglie sono senza gas da agosto.
«Sono una decina gli inquilini che non pagano le spese di riscaldamento comune su trenta – spiega Luigi Micali, caposcala del 124 – Senza contare che negli anni, molti di noi si erano organizzati per iniziare ad appianare i debiti, che sono stati accumulati anche prima di Aspem».
Perché la storia dei debiti di questo complesso immobiliare è lunga: costruiti negli anni ’70 da un ente religioso, pochi anni fa gli appartamenti sono stati messi in vendita. Vista l’epoca di costruzione, il riscaldamento è centralizzato e la caldaia a gasolio. «Un anno fa hanno messo una caldaia a metano – dice Micali – eravamo contenti, perché i costi di riscaldamento si sarebbero ridotti di due terzi. Eravamo convinti che anche i più recalcitranti avrebbero pagato». Invece la musica non cambia. Non solo: in
un paio di appartamenti gli inquilini, stranieri, pagano regolarmente le spese di riscaldamento al padrone di casa. Che però non le versa all’amministratore. «È il caso dei miei dirimpettai – racconta Micali – indiani, educatissimi, con una bambina di tre anni. Ora pagano l’affitto e le spese alla banca, che ha pignorato l’appartamento». Già, perché i pignoramenti, su una trentina di appartamenti, sono già otto. Ma questo non ha convinto i proprietari, che continuano a non pagare e che costringono tutti gli altri al freddo.
«All’inizio dell’estate ci hanno avvisato, e l’8 agosto ci hanno staccato il gas» racconta ancora Micali. Da allora, dice la sua vicina, Barbara Giannetto, «andiamo avanti con le bombole di gas per cucinare e, da quando fa freddo, per scaldarci usiamo le stufette elettriche». E così al tutto si sommano anche le bollette della luce: «Anche 200 euro al mese, da quando fa freddo».
I debiti verso Aspem hanno raggiunto i diecimila euro: «Non li condanniamo per essersi tutelati, ma avrebbero potuto provare a trovare altre strade, che non danneggiassero chi paga». A questo punto, l’unica soluzione è quella della caldaia autonoma: «Ci vorrà tempo».
Una situazione simile la vivono dall’altra parte della città i signori Agostini, inquilini Aler del quartiere di San Gallo: «La centrale che serve l’intero quartiere – racconta la signora Miranda – va a intermittenza. Un problema che coinvolge circa trecento famiglie. Che, come noi, continuano a pagare l’affitto come se tutto funzionasse a dovere».
s.bartolini
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