Ciak…si gira a Varese Brachetti arriva all’Apollonio

Ciak…si gira a Varese Brachetti arriva all’Apollonio

VARESE «Una cooperativa di attori in un sol uomo». Così Augusto De Angelis, brillante critico teatrale e creatore del commissario De Vincenzi, era solito definire Leopoldo Fregoli, il più celebre trasformista della storia, icona in frac rosso e pantaloni di raso nero.

La stessa definizione calza a pennello per Arturo Brachetti, torinese, che compirà 54 anni il 13 ottobre, “uno nessuno e centomila”, capace di interpretare ottanta diversi personaggi in un solo spettacolo, mutare la voce, diventare fanciullo e vecchio, sfumare come un sogno dietro una quinta.

Uno dei più grandi artisti della scena mondiale sarà ospite del teatro Apollonio martedì e mercoledì 18 e 19 ottobre, alle ore 21, con lo spettacolo “Ciak si gira!”, in cui è racchiuso il meglio di un repertorio straordinario in un lungo ed emozionante viaggio nel mondo del cinema.

I nostri lettori avranno la possibilità di ricevere alcuni biglietti omaggio, offerti dal teatro Apollonio, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica [email protected] e specificando la serata preferita: ai primi dodici contatti, cui verrà inviata una risposta, sarà regalato l’ingresso. Per avere il biglietto basterà presentare la copia della mail al botteghino.

All’inizio dello show, Brachetti esce da un enorme televisore, trasformandosi di volta in volta in personaggi che ci hanno accompagnato da bambini nei pomeriggi televisivi: da Zorro a Maciste, Mary Poppins e Crudelia Demon, ma anche indiani e cowboy. Poi il trasformista giramondo, popolare in Inghilterra come a Singapore, regalerà un momento di incontri surreali con l’horror, faccia a faccia con Nosferatu o con il mostro di Halloween, in mezzo a fantasmi e mobili che scompaiono.

Nello spettacolo non mancheranno le “ombre cinesi”, un classico dell’illusionismo di gran moda nella Belle époque, con animali fantastici che appaiono dietro una tenda, o “il cappello del nonno”, in cui Brachetti dà vita ai personaggi in cui si trasformava da bambino.
Profondo conoscitore del cinema, il trasformista entrerà, alla fine della prima parte, nel mondo di Federico Fellini, mentre nella seconda si rivolgerà alle pellicole che hanno fatto la storia di Hollywood, con le imitazioni di Charlie Chaplin, Gene Kelly, King Kong, Biancaneve e Liza Minnelli, in una sorta di mirabolante zapping cinematografico.

Alla fine un momento di intensa poesia, con il grazie dello showman agli oggetti e alle azioni che hanno formato il suo immaginario: dall’urlo di Tarzan alla bicicletta di E. T.
“Ciak si gira!” è reduce dallo straordinario successo ottenuto alle “Folies Bergère” di Parigi, tempio dello spettacolo leggero, ritratto da Manet, dove in passato si esibirono tra gli altri Mistinguett e Josephine Baker.

Mario Chiodetti

e.besoli

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