Cimberio-Pallacanestro VareseIl matrimonio può continuare

VARESE Occhi lucidi, di una persona che non si vergogna di piangere e di farsi vedere, anche quando è il momento di festeggiare, anche quando è il momento di buttare fuori la tensione di un anno e la rabbia di una retrocessione che era lì sullo stomaco come un macigno. Renzo Cimberio è uno di quelli che più di ogni altro si meritavano tutto ciò che di bello è successo quest’anno: tanto ha sofferto l’anno scorso, tanto ha voluto fare festa questa volta. «Una festa di popolo – racconta ancora un po’ emozionato – una bolgia di entusiasmo eccezionale e una partita indimenticabile».Ma quanto ha sofferto Renzo Cimberio?Nulla: sapevo che avremmo vinto. E i ragazzi hanno risposto giocando una partita perfetta, fatta di difesa asfissiante e di attacchi intelligenti,

fatta di rimbalzi e lotte per recuperare un pallone.E cosa ci dice del tifo di Masnago?Con un palazzetto così era impossibile perdere, era impossibile non dare il massimo. Io un po’ di campi in Italia li ho girati, qualche curva mi è capitato di vederla, ma una cosa del genere non mi era mai capitata. E’ stato come vincere uno scudetto, almeno per quanto mi riguarda.In molti davano questa promozione quasi per scontata. E’ stato davvero così?Ma non scherziamo, non è stato per nulla facile. Perché per una squadra che retrocede è un problema tornare subito su: cambiano tante cose, cambiano i dirigenti e i giocatori, perché tutto è nuovo. Infatti è la prima volta che succede: Varese è la prima a risalire dalla LegaDue un anno dopo la retrocessione.

e.romano

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