VARESE Cinque opere d’arte per un valore complessivo commerciale di circa due milioni di euro sono da oggi esposte al castello di Masnago, in una sala al piano rialzato del museo cittadino. Un “regalo” alla città della Guardia di Finanza, che aveva pizzicato le cinque preziose tele di epoca sei-settecentesca nel luglio dello scorso anno, nell’ambito di un normale controllo alla frontiera di Gaggiolo. Le trasportava, ben nascoste in un furgoncino, un cittadino olandese che aveva tentato il transito in dogana senza dichiarare la preziosa merce e pagare i relativi (e doverosi) dazi. I cinque oli su tela, di scuola spagnola e italiana, sono poi finiti al vaglio degli uomini delle fiamme gialle che ne hanno ricostruito la storia recente: i quadri, dei quali non è stata fornita alcuna documentazione necessaria a dimostrarne la “posizione comunitaria” (ovvero l’importazione dell’Unione Europea), in passato – siamo nel 2007 – erano stati temporaneamente importati dagli Usa per conto di una casa d’aste veneta che li aveva poi venduti a uno svizzero che, a quanto s’è ad oggi appurato, pur non avendo saldato il conto, le avrebbe poi vendute a sua
volta a un olandese nel 2009.Lo svizzero e l’olandese, entrambi di 49 anni, sono quindi stati denunciati per contrabbando doganale mentre i dipinti sono stati posti sotto sequestro in attesa della conclusione dell’iter giudiziario che dovrà chiarirne storia e destino. Ma nell’attesa, perché lasciarli in qualche magazzino? si sono domandati il generale della Guardia di Finanza Antonino Maggiore, i suoi uomini e il giudice per le indagini preliminari. Ed ecco la decisione: “affidare” le opere d’arte al museo cittadino dove sono già in molti, a cominciare dal sindaco Attilio Fontana, a sperare che possano rimanere per sempre. D’altronde si tratta di dipinti artistici di notevole valore, a cominciare dal capolavoro di Francisco de Zurbaran che raffigura “La vergine che dona l’abito dell’ordine della Merced a San Pedro Nolasco” (800 mila euro il suo valore commerciale). Sempre di Zurbaran la “Giovane madre che chiede la benedizione per il proprio neonato a San Ramon” (300 mila euro) mentre Tomas Yepes (Natura morta con frutta) e Pedro de Comprobin (Stillifensth fiori) chiudono il poker spagnolo. Unico esempio di scuola italiana settecentesca la bellissima “Vista di un palazzo veneziano” di Bernardo Canal, padre del “Canaletto”.
s.bartolini
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