– «Mi aspettavo un miracolo, invece la ricetta Maroni mi sembra aria fritta e assolutamente non percorribile senza che Regione Lombardia metta a disposizione le risorse necessarie». , Cgil, è critica in merito alle soluzioni annunciate venerdì dal presidente lombardo,, per “curare” il Pronto Soccorso del Circolo.
I sindacati, però, si dicono assolutamente perplessi. «Non si è parlato di un aspetto fondamentale – continua , referente Fials – Ovvero l’incremento di personale. Fa piacere vedere che finalmente la politica si interessi al problema, dopo che da tempo venivano denunciati disagi e disservizi, ma rimane un importante lato oscuro di tutta questa vicenda: non si è parlato dell’aspetto gestionale dei nuovi posti letto che apriranno».
Il governatore lombardo ha, infatti, annunciato l’attivazione di dieci posti letto aggiuntivi, che arriveranno con l’apertura della terapia sub intensiva entro tre mesi, reparto sul quale l’azienda ospedaliera sta lavorando da tempo.
A questi si aggiungono altri 40 posti letto per sub acuti all’interno dell’ospedale di Circolo che verranno ricavati attraverso la ristrutturazione di un immobile che potrebbe essere il padiglione Santa Maria, che una volta ospitava la Geriatria.
«Chi gestirà questi posti letto? – si domanda Bianchi – Non si parla di assunzioni di nuovo personale. Qui il rischio è di andare a spremere persone che già stanno dando l’impossibile all’interno dell’ospedale e che ora sono davvero stanche e non ce la fanno più. Non si può chiedere loro di dare di più di quanto stanno già dando».
Inoltre, la delegata Cgil solleva un altro problema.
«Per la ristrutturazione di un immobile dell’azienda ospedaliera e l’apertura di un bando di gara servono i tempi tecnici e sappiamo tutti che queste tempistiche sono sempre molto lunghe. Se davvero la soluzione è la ristrutturazione del Santa Maria, come si vocifera, andranno investiti non pochi soldi: quel padiglione è chiuso dal 2007. Chi mette a disposizione questo denaro? Qui non c’è Mary Poppins».
Anche Tucci definisce quanto messo in campo da Regione Lombardia «pura utopia». «Se la Regione non metterà a disposizione i soldi necessari per l’assunzione di nuovo personale, per la gestione di circa 50 posti letto servono lamento 30-40 infermieri, quella presentata è una non soluzione».
Le tempistiche degli interventi organizzativi e strutturali richiesti da Maroni vanno da 30 a 120 giorni. Seguirà poi un bilancio di quanto effettuato che avverrà nel mese di luglio per capire quali sono i frutti delle decisioni prese.
«Assolutamente ridicolo pensare che si possa fare tutto entro luglio – precisano i due sindacalisti – Oltretutto quello è il periodo centrale del piano ferie, dove in ospedale si chiudono posti letto per permettere al personale di smaltire le ferie. Se non si assumono persone nuove cosa farà l’azienda ospedaliera? Farà saltare le ferie al personale già allo stremo delle forze? Impensabile».
Così, i sindacati di categoria chiedono alla dirigenza ospedaliera incontri per confrontarsi sul da farsi.













