VARESE Si è spento ieri sera, martedì 9 marzo, colpito improvvisamente da un infarto. Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese, aveva fatto del lavoro la sua passione di vita. Quella passione l’ha tradito, ieri, di ritorno dall’ennesima riunione (la Consulta dei Segretari in Confartigianato Lombardia) nel nome di quell’associazionismo che difendeva giorno dopo giorno. Un altro intervento viscerale, nato dal cuore, capace di strappare applausi. Per lui l’impresa era il mondo del fare. E a quel mondo si doveva tutto perché per lui, nato a Soragna (in provincia di Parma) nel 1947, la manualità, la fantasia, la creatività, l’intuito dell’imprenditore rappresentava il vero motore d’Italia. Dalla gavetta ai vertici, come tanti suoi colleghi. Nel 1965 studente-lavoratore al Centro Studi di Firenze della Cisl, poi alla Bormioli di Parma e poi ancora al sindacato. Nel 1969 è il più giovane segretario Generale della Cisl (comprensorio Ticino Olona di Busto Arsizio) a livello nazionale. Nel 1987 è vicesegretario regionale di Confartigianato Lombardia: le relazioni sindacali
ed istituzionali assumono, nel lavoro di Bergamaschi, un significato del tutto particolare. Relazione umana, prima ancora che professionale.Nel 1989 è direttore di Confartigianato Alto Milanese di Legnano per poi arrivare, dieci anni dopo, a ricoprire il ruolo di direttore generale di Confartigianato Imprese Varese. L’ultimo incarico lo ottenne nel 2009: Amministratore delegato di Federfidi di Milano. L’associazione di categoria, con lui, diviene attore sociale. Riconosciuto dalla politica e dall’economia. Diceva che “per sapere comandare bisogna saper obbedire”. E da tutti pretendeva passione, coinvolgimento, responsabilità, fiducia nell’azienda, unione nel raggiungimento degli obiettivi. L’impresa “è una famiglia”. Una famiglia di oltre 15mila imprenditori e 200 collaboratori (quelli dell’associazione) che non poteva deludere e con i quali si confrontava. Poi la politica, il marketing, la comunicazione: nel sistema Confartigianato fa parte della Segreteria Nazionale, e per tutti diviene un consigliere prezioso.Perché per lui la famiglia e la persona erano sempre degne di attenzione. Al centro della sua frenetica attività, anche quando discuteva di altiforni, centrali nucleari o di elezioni politiche.
e.marletta
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