Coltellate in centro: preso l’aggressore, è un trentenne “bene”

Peruviano accoltellato in vicolo San Michele: preso l’aggressore. È un giovane marocchino di 30 anni, di buona famiglia, che ha ammesso di aver ferito la vittima

– «Un processo che si giocherà tutto sulla qualificazione giuridica del reato – spiega , legale dell’aggressore – Tutto sarà affidato alle perizie che dovranno stabilire se si è trattato di tentato omicidio o, come noi sosteniamo, di lesioni. La volontà di uccidere, oltre all’effettiva gravità della ferita, è tutta da dimostrare».

L’arresto è stato eseguito dagli agenti della squadra mobile della questura di Varese su ordinanza richiesta dal pubblico ministero e firmata dal gip. I fatti risalgono alla notte tra il 2 e il 3 settembre dell’anno scorso. In vicolo San Michele, a due passi da piazza Repubblica, fu trovato riverso a terra in una pozza di sangue un peruviano di 43 anni.

L’uomo era stato colpito da una coltellata all’addome; la ferita larga tre centimetri e profonda 15 per 24 ore aveva costretto i medici a riservarsi sulla prognosi.

Si sono incrociate

Nelle ore immediatamente successivo all’aggressione la vittima, ricoverata in ospedale, non aveva potuto fornire informazioni utili alla cattura del suo aggressore. Nulla aveva potuto fare neanche l’ecuadoregno trovato accanto a lui in vicolo San Michele all’arrivo dei soccorsi.

L’uomo non aveva visto nulla, si era fermato trovandosi davanti il ferito. È stata la vittima a riconoscere in due occasioni il proprio aggressore. Una volta ripresosi il quarantatreenne aveva riconosciuto da un album fotografico composto dagli inquirenti il giovane marocchino. Non solo; una volta uscito dall’ospedale aveva incrociato il trentenne davanti al centro commerciale Le Corti, sempre in piazza Repubblica, chiamando le forze di polizia e segnalando lì la presenza del proprio aggressore.

Il marocchino, tra l’altro, raggiunto in quel frangente probabilmente per garantirsi la fuga aveva aggredito gli agenti rimediando anche un’accusa per resistenza a pubblico ufficiale. Una volta in carcere, con l’accusa di tentato omicidio, il marocchino ha ammesso di aver sferrato la coltellata.

L’alcol è complice?

Il contesto è quello di piazza Repubblica e dintorni; siamo in pieno centro ma soprattutto in orari notturni la piazza è uno dei simboli del degrado cittadino. Inizialmente gli inquirenti avevano ipotizzato un regolamento di conti per droga.

Il marocchino ha invece spiegato che quella notte, con tutti decisamente ubriachi, si erano ritrovati in piazza Repubblica.

Il peruviano a quanto pare aveva guardato storto il marocchino, faceva il brillante, si intrometteva mentre il ragazzo era con gli amici. E lui, complice l’alcol, l’ha accoltellato.n S. Car.