Comi promette: “Tuteleremo i nostri 45 mila frontalieri”

Comi promette: “Tuteleremo i nostri 45 mila frontalieri”

VARESE Frontalieri, interviene l’europarlamentare Lara Comi: “I Comuni di frontiera stiano tranquilli. Continueremo a tutelare i 45 mila frontalieri delle province di Varese, Como, Lecco e Sondrio da ingiuste ritorsioni sui ristorni fiscali. Pacta sunt servanda. E sul necessario rispetto degli accordi bilaterali (oltre 120 nel loro complesso) intercorrenti tra la Svizzera e l’Ue non si può transigere”. E la varesina aggiunge: “E’ ingiusto che dei Comuni  lombardi, a fronte dei servizi garantiti, possano perdere il 50%  dei ristorni. A seguito di due mie interpellanze  il 7 marzo scorso il Consiglio Europeo si è dichiarato “preoccupato dall’applicazione incoerente di alcuni accordi e dall’introduzione da parte della Svizzera di successive misure e prassi legislative incompatibili con tali accordi, in particolare quello sulla libera circolazione delle persone e ha esortato la Svizzera ad abrogare tali restrizioni (ad esempio, l’obbligo di notifica preliminare vigente in Svizzera e il periodo di attesa di 8 giorni) e ad astenersi dall’adottare nuove misure incompatibili con l’accordo”.Comi questa sera parteciperà all’assemblea generale dei Comuni italiani di

frontiera con la Svizzera. “Vorrei -sottolinea Comi – che non ci fosse bisogno, in nessun caso, di passare per le vie della magistratura: tale strada inasprirebbe ancora di più la questione, e, peggio ancora, scaverebbe in solco profondo tra le due nazioni. Ricordiamoci che ogni mattina 45 mila lavoratori italiani devono varcare il confine con la Svizzera. Hanno la loro quotidianità, le loro relazioni oltreconfine, e il ricorso alla Procura renderebbe la loro vita più complicata di quanto sia già oggi per le assurde discriminazioni che hanno il sapore delle ritorsioni. Voglio in questo senso ringraziare per la collaborazione il deputato svizzero Ignazio Cassis. A dimostrazione che non ci sono fronti invalicabili contrapposti”“Non so – aggiunge Comi –  se la Svizzera stia usando la questione frontalieri come “spada di Damocle” per ottenere (o forzare) l’appoggio dell’Italia su altre questioni, ma seguire l’Ocse e togliere la Svizzera dalla black list degli Stati a regime fiscale privilegiato potrebbe essere una posizione di partenza tale da permettere un successivo dialogo alla pari”.

m.lualdi

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