Como si mangia Varese «Traditi da Mario Monti»

VARESE Fuori Monza e Brianza, rientra Lecco, e Como torna capoluogo: nel risiko sul riordino delle province, Varese conferma il suo destino di essere accorpata in una maxi-provincia. Insieme a Como e Lecco, come aveva decretato il Cal, anche se c’è ancora un anno di tempo per far traslocare Villa Recalcati. Il presidente Dario Galli attacca: «Monti tradisce Varese. Ma la vera battaglia è da fare sui trasferimenti, visto che nel 2013 ci toccano altri pesanti tagli lineari». Il consiglio dei Ministri ha deciso ieri il nuovo assetto delle province lombarde: rispetto ai rumors della vigilia, il nuovo maxi-ente metterà insieme Varese, Como e Lecco, con la città lariana capoluogo. In tutta la regione si salva solo Sondrio, che ottiene la deroga per la sopravvivenza, mentre Monza-Brianza tornerà sotto Milano e Mantova si unirà a Cremona e Lodi. Confermato che gli accorpamenti si ripercuoteranno anche sulle sedi periferiche degli uffici governativi (prefetture, questure e via dicendo), la vera novità è costituita dalla data di scadenza delle attuali province, prorogata di sei mesi: entreranno infatti in vigore dal primo gennaio 2014, come la Città Metropolitana, dopo una tornata elettorale fissata nel novembre del prossimo anno. Nel frattempo rimarrà in carica il presidente uscente, mentre decadranno gli assessori. L’inquilino di Villa Recalcati, il leghista Galli, accoglie la proroga tutto sommato come

«una buona notizia. È importante che nell’immediato non si faccia nulla. Sì, perché questo rinvio all’italiana permetterà al nuovo parlamento di insediarsi e di far ripartire tutto da zero». Una speranza che non cancella la «grande delusione» per un accorpamento che Galli definisce ancora una volta «un’assurdità, visto che ci ritroveremo in un mega-ente da più oltre due milioni di abitanti mentre rimarranno in vita realtà molto più piccole come La Spezia e Campobasso. Rileviamo che il varesino Mario Monti non ha colto l’assurdità e non ha tenuto minimamente in conto le peculiarità della nostra provincia, abbandonandosi al populismo demagogico di questa riforma».Ora però, secondo Galli, la vera battaglia da portare avanti non è quella per il capoluogo del futuro ente ma è sui fondi che lo Stato trasferirà alla provincia attuale e a quella futura. «Per tutto il 2013 – sottolinea il presidente – sarà garantita la continuità amministrativa ma ci aspettano altri, clamorosi tagli lineari, nell’ordine del 10-15% del nostro bilancio, circa 15-16 milioni di euro di risorse in meno».«È una questione pericolosissima, perché metterà a rischio l’erogazione di servizi di qualità». In ogni caso Galli si aspetta che «gli esponenti di Pd e Pdl che si sono espressi localmente contro l’accorpamento della Provincia di Varese facciano seguire i fatti e boccino il provvedimento del governo in Parlamento».

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s.bartolini

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