Roma, 11 giu. (Apcom) – Compie 50 anni il primo computer `made in Italy` interamente progettato e realizzato in Italia: la Cep, Calcolatrice elettronica pisana. Un mix di valvole e transistor grande come un campo da tennis e alto come un frigorifero, capace di fare 70mila addizioni al secondo grazie a una memoria di 8k – l`equivalente oggi di un breve documento di testo – realizzato a mano con piccoli anelli di ferrite. Lavorava 24 ore su 24, divorando chilometri di nastri di carta, e per verificarne il funzionamento si doveva ricorrere a un robusto martello.
Per festeggiare lo storico compleanno, il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Università di Pisa organizzano oggi e domani una sessione di dibattiti e convegni intitolata `Pisa, culla dell’Informatica: mezzo secolo dopo la Cep e l’Olivetti di Barbaricina`, che partirà giovedì, dalle 9 alle 18, nell`Area della Ricerca Cnr di Pisa. Il secondo appuntamento è per venerdì, dalle 9 alle 13, al Museo degli strumenti per il calcolo, dove la Cep è esposta al pubblico. Sarà l`occasione per ascoltare dalla viva voce di alcuni dei protagonisti dell`epoca le testimonianze di quella straordinaria avventura e, al contempo, dibattere sulle prospettive dell`informatica del futuro.
L`anniversario cade nel `punto di mezzo` tra la realizzazione del prototipo della Cep, la cosiddetta Macchina ridotta del 1957, e il calcolatore elettronico vero e proprio inaugurato a Pisa davanti al Presidente della Repubblica Gronchi, nel gennaio 1961. “Essa fu l`ultimo lascito del Nobel Enrico Fermi, che ne suggerì la progettazione – ricorda il presidente dell`Area Cnr di Pisa, Claudio Montani – ed è il simbolo della creatività e dell`ingegno che alla fine degli anni Cinquanta animava il nostro Paese,
rendendolo capace di competere ai massimi livelli sul piano sia scientifico sia tecnologico”. Dal progetto Cep l`Olivetti attinse infatti le basi progettuali per creare – sempre a Pisa – l`Elea 9003: il primo calcolatore elettronico per uso commerciale mai introdotto sul mercato mondiale, presentato alla Fiera di Milano del 1959. Un primato imprenditoriale assoluto dell`Italia, che purtroppo si esaurì pochi anni dopo, con la morte di Adriano Olivetti e la dismissione alla statunitense General Electric della divisione calcolatrici elettroniche di Ivrea.
Ma l`eredità della Cep sopravvive fino ai nostri giorni. “Negli anni Sessanta, su impulso di quel progetto – aggiunge Montani – sono nati il primo corso di laurea in Informatica dell`Università pisana, il primo centro studi sulle calcolatrici elettroniche (Csce) e il più importante centro di calcolo elettronico nazionale (Cnuce) d`Italia. L`eredità dei due centri è confluita nei tre istituti di ricerca del Cnr che oggi operano nell`area di Pisa: Iit-Istituto di informatica e telematica, Isti-Istituto di scienza e tecnologie dell`informazione, Ilc-Istituto di linguistica computazionale. L`Università, in 39 anni di corso, ha laureato o diplomato in Informatica quasi ottomila studenti”.
Red/Gtu
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