VARESE È cominciata la lunga corsa del Pd. Anche se le ferie estive sono solo alle porte, da qui a settembre il tempo non è tanto. E già si iniziano a delineare in modo netto gli schieramenti all’interno del partito in vista del congresso. In corsa per la segreterie c’è un bel poker, formato dall’uscente Dario Franceschini, dall’ex ministro Pierluigi Bersani, da Ignazio Marino e dall’outsider Amerigo Rutigliano. Se in quasi tutte le realtà italiane la sfida si disputerà tra i primi tre, a Varese, per il momento, sembra delinearsi una sorta di duello: Franceschini contro Bersani. Pochi, per ora, sostengono infatti la candidatura di Marino (Andrea Civati e Livio Frigoli). Ed anche se la sua figura viene apprezzata soprattutto in ambito giovanile, i giovani del Pd di Varese puntano piuttosto su Bersani. Anche se Paolo Bertocchi, segretario provinciale dei giovani, ammette di non averci ancora pensato. «Non ho ancora una posizione sicura su quale candidato votare – spiega – ma certamente sarà Bersani o Franceschini».Più delineato invece il mondo degli adulti. Dove, già da settimane, i due parlamentari del territorio si sono divisi tra l’ex ministro, sostenuto dal deputato Daniele Marantelli, e il segretario uscente, che trova il favore del senatore Paolo Rossi. Mantiene una posizione di voluto distacco il segretario provinciale Stefano Tosi, che preparando il partito al congresso ha preferito evitare di pubblicizzare la propria preferenza. Tuttavia, il fatto che abbia aderito a livello regionale alla mozione del coordinatore uscente Maurizio Martina, che a sua volta sostiene Bersani, fa presupporre che Tosi finirà per votare l’ex ministro. Identica la situazione per Alessandro Alfieri, dirigente regionale uscente enti locali, che coordinerà la candidatura di Martina. Dice di voler intervenire pubblicamente solo sulla questione regionale, ma è scontato il
suo voto a Bersani. Il quale sembra, ad un primo sguardo, raccogliere la stragrande maggioranza dei consensi nella base del partito di Varese. Accanto ai dirigenti, ci sono anche i quadri intermedi che lo sostengono: dal capogruppo a Varese Emiliano Cacioppo, al quale si è accodato tutti il gruppo varesino con due eccezioni, al segretario cittadino di Busto Arsizio Erica D’Adda. Con Bersani si schierano anche quasi tutti i consiglieri provinciali, a partire dal capogruppo Mario Aspesi. Senza dimenticare i giovani, di cui è un esempio Luca Conte, consigliere di circoscrizione, che rappresenta la base giovanile del Pd. «Da tempo ho deciso che la mozione Bersani è quella che preferisco – commenta Conte – devo però dire che è stata lasciata a tutti gli iscritti la massima libertà». Sul fronte Franceschini non mancano comunque nomi noti. Se il capofila lo fa il senatore Rossi, dalla parte del segretario uscente si trovano il segretario cittadino di Varese Roberto Molinari (che però non ha ancora rotto pubblicamente il riserbo) e il consigliere provinciale Luisa Oprandi. Ben radicati sul territorio, rappresentano una buona parte del partito che voterà per il segretario uscente. Parzialmente sguarnito il fronte Marino, che comunque potrebbe organizzarsi a breve. Ma ci sono poi gli indecisi. Tra i quali appare il consigliere regionale Giuseppe Adamoli, il quale non ha ancora avuto modo di scegliere su quale mozione schierarsi. «Entro qualche giorno, dopo vari confronti, penso di poter scegliere – commenta Adamoli – per il momento non voglio sbilanciarmi senza essere sicuro». Adamoli, quando le candidature non erano ancora chiuse, era in attesa di una terza candidatura alternativa a Franceschini ed a Bersani. Candidature che evidentemente non si è formalizzata negli altri due nomi che affiancano ai due principali competitori.Marco Tavazzi
e.marletta
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