– A Varese, con l’arrivo dell’autunno, sarà tempo di “regolare i conti” in Provincia. Il 15 ottobre si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dell’assemblea degli eletti di Villa Recalcati, dove due anni fa, con l’insediamento del presidente Gunnar Vincenzi, il centrosinistra otteneva per la prima volta un risultato storico, ovvero la vittoria in un Ente che, per tutta la durata della cosiddetta Seconda Repubblica, aveva visto il monopolio del centrodestra. Nella prossima tornata elettorale le condizioni che avevano portato alla vittoria della coalizione di due liste civiche, espressione rispettivamente di Pd e Ncd, sono cambiate.
Il partito di Alfano è infatti tornato nella coalizione di centrodestra, sebbene uno dei due consiglieri provinciali eletti, ovvero Marco Magrini, si schiererà ancora accanto al centrosinistra. Come previsto dalle legge 56 del 2014, si tratterà di elezioni di secondo livello e quindi avranno diritto di voto i sindaci e i consiglieri dei comuni della provincia di Varese in carica alla data delle elezioni, che si potranno anche candidare nelle liste.
Anche se la sfida è ancora aperta, il centrodestra sembrerebbe avere i numeri per vincere.
«La consultazione è in un certo senso “ blindata” – spiega il segretario provinciale del Carroccio – perché votano i sindaci e i consiglieri comunali, che hanno già una posizione ben precisa. Diciamo però che nei piccoli Comuni, dove ci sono molte liste civiche, si gioca la battaglia. E spero che la spinta degli amministratori vada verso il modello di Regione Lombardia, con un’attenzione verso il territorio, invece che verso il centralismo renziano». Il centrodestra si presenterà con due liste, una della Lega e una di centrodestra. Entro il fine settimana saranno definite. Sicuramente il capogruppo uscente della Lega Giuseppe Longhin sarà ricandidato.
Il Carroccio intende ottenere, oltre alla vittoria contro il centrosinistra, anche la maggioranza all’interno del centrodestra. Questa per tenere “sotto controllo” gli alleati di Forza Italia. I quali, visto l’indebolimento di Ncd, potrebbero essere tentati di prendere il suo posto come forza politica che faccia da ago della bilancia tra Lega e Pd. Il rischio, insomma, sarebbe quello di una sorta di “Patto del Nazareno” in chiave varesina. Per il momento, Bianchi si limita a dire che «a noi interessa sapere, come ha detto il governatore Maroni, cosa voteranno i partiti al referendum costituzionale. Anche a livello provinciale».
Le liste concorrenti potranno essere composte da un numero di candidati non inferiore a 8 e non superiore a 16 e dovranno essere sottoscritte da almeno il 5 percento degli aventi diritto al voto, accertati al 35° giorno antecedente quello della votazione.
Il 15 ottobre si eleggerà il consiglio provinciale, mentre il mandato del presidente della Provincia, che è di durata quadriennale, avrà termine nel 2018. Quindi, Vincenzi potrebbe ritrovarsi a governare senza maggioranza.













