– «Credevo di aver urtato un ramo». Si è costituito il pirata della strada che lo scorso 26 settembre ha travolto e ferito una ciclista di 39 anni in largo Belfiore, a pochi metri da via dei Mille dove soltanto dieci giorni prima era stata travolta e uccisa da un altro pirata Giada Molinaro, studentessa di 17 anni che stava rincasando accompagnata dal fidanzatino e dalla madre di lui. Il secondo pirata della strada si è costituito ieri. Si è presentato al comando della polizia locale di Varese accompagnato dall’avvocato di fiducia. È un varesino di 36 anni, un professionista, che ha dichiarato di non essersi accorto di aver investito la donna in bicicletta. La trentanovenne nell’impatto ha rimediato la frattura di tibia e perone, ferite giudicate guaribili in quaranta giorni. Agli agenti l’uomo ha dichiarato di non essersi accorto di aver travolto una persona. Ha spiegato di aver sentito un colpo e di aver pensato di aver investito il ramo di un albero. Soltanto a giorni di distanza, ne sono passati parecchi in effetti, il trentaseienne leggendo i giornali locali, che riportavano appunta la notizia di un secondo pirata a pochi giorni di distanza dalla morte di Giada nella
stessa zona, è stato colto da un dubbio. Forse quel colpo che lui aveva udito intorno alle 23.30 orario che i giornali indicavano come quello dell’incidente, esattamente nella zona in cui gli stessi giornali collocavano l’incidente di cui si era reso protagonista un pirata della strada, non era dovuto ad un ramo. Non era un pezzo di legno ad aver causato quel rumore, ma una persona. L’uomo dunque, a quasi dieci giorni dal fatto si è costituito. E del resto gli agenti del comando sarebbero comunque arrivati a lui: gli uomini di via Sempione stavano visionando i filmati delle videocamere in zona. Sono gli stessi ad aver identificato la Kia Rio bianca guidata da Flavio Jeanne, cuoco di 24 anni, poi arrestato per aver travolto e ucciso Giada prima di fuggire. Al trentaseienne sarebbero arrivati comunque. E l’uomo si è costituito dichiarando di non essersi reso conto di aver investito una ciclista. È indagato per omissione di soccorso e fuga e per lesioni colpose. La prognosi fissata a 40 giorni, però, in caso di complicazioni potrebbe aumentare. Dal quarantunesimo giorno in poi per l’automobilista scatterebbe l’accusa di lesioni stradali, prevista dalla nuova normativa sull’omicidio stradale. Se ciò accadesse rischierebbe una condanna pesantissima.n













