Crisi/ Addio classe media, i nuovi poveri d’Italia.

Crisi/ Addio classe media, i nuovi poveri d’Italia.

Roma, 27 lug. (TMNews) – La classe media non esiste più, anzi sono i “nuovi poveri” in Italia. E’ quanto emerge da una ricerca effettuata per ‘Famiglia Cristiana’ dall’Istituto nazionale di ricerche Demopolis che ha fotografato nel Paese le difficoltà delle famiglie per “arrivare a fine mese”. Secondo la ricerca la maggioranza degli italiani, il 45%, considera peggiorata, negli ultimi tre anni, la situazione economica della propria famiglia mentre sono appena 7 su 100 i cittadini che ritengono migliorato il proprio tenore di vita dal 2008 a oggi.

È in atto, insomma, nel Paese una rapida e progressiva estensione dell’area dell’indigenza. Ma chi sono in Italia i “nuovi poveri”? Secondo la fotografia scattata da Demopolis, sono in difficoltà soprattutto le famiglie monoreddito, residenti prevalentemente nel Sud; gli anziani con pensioni minime o sociali; i nuclei familiari numerosi a reddito fisso. In una situazione di debolezza appaiono anche i disoccupati e le giovani famiglie, spesso con un lavoro precario e senza immobili di proprietà.

“La ricerca – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – rivela il progressivo impoverimento nel nostro Paese della classe media a reddito fisso. Solo il 37% degli intervistati afferma di giungere alla quarta settimana del mese con relativa tranquillità. Il 40 per cento, invece, è costretto a diverse rinunce in certi periodi dell’anno e

il 23 per cento ammette di far molta fatica e di dover ricorrere spesso a risparmi precedenti o a prestiti per far fronte alle spese quotidiane. Cresce anche il numero di coloro che vivono in rosso: quasi un terzo degli italiani ha oggi un mutuo o qualche debito nei confronti di parenti, banche o finanziarie.

“La crisi – prosegue Pietro Vento – sta colpendo anche le famiglie che non molti anni addietro godevano di un accettabile tenore di vita. È inferiore al 30 per cento il numero di famiglie che negli ultimi 12 mesi sono riuscite a ‘mettere da parte’ una quota del reddito. Il 43 per cento, invece, ha speso integralmente il reddito e il 20 per cento, anche nel tentativo di non modificare il tenore di vita, ha utilizzato i risparmi. Quasi una famiglia su dieci, ha fatto ricorso a prestiti o al credito al consumo per fare acquisti”.

Nella perdurante crisi che investe l’economia, si modificano anche comportamenti e abitudini di consumo. Il 55 per cento afferma di aver ridimensionato le spese per il tempo libero ed i pasti fuori casa; Il 52 per cento va alla ricerca di punti vendita più economici per l’abbigliamento o di beni in saldo; cresce anche, per il 46 per cento, la tendenza all’acquisto di prodotti alimentari più economici o in discount. Si riduce infine il numero dei giorni di vacanza o di viaggio.

Rln

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