Crisi, dove tagliano le famiglie? A Busto su vestiti e svago

BUSTO ARSIZIO Settembre, da dove cominciamo a tagliare? Inizia oggi la  nostra inchiesta nelle città della provincia, ai tempi di crisi.

E siamo partiti dalla cornice storica dello shopping serale, Busto Arsizio. Dove gli abitanti confessano: addio a vestiti nuovi e a svago. Complice la tassa numero: la benzina.

Qualche esempio? Simonetta Roncoletti, madre di famiglia, prevede un:  «settembre nero, per citare una vecchia canzone. Si parla ancora di aumenti della benzina; appena cessa il tepore si deve accendere il riscaldamento e già si sa che le bollette sono destinata a incidere pesantemente sul bilancio familiare». Morale, si taglia «sui vestiti per noi due (lei e il coniuge, ndr), che continueremo a portare la stessa taglia, e aspetteremo i saldi per il guardaroba invernale».

Antonio Gaetani, 50 anni, è decisamente amaro: «Da questo governo fino ad ora abbiamo avuto solo tasse, non vedo nessun incentivo alla crescita e quindi sono pessimista».

E spiega: «Per questo motivo so che dovrò tagliare delle spese che mi obbligano a considerare superflue, ad esempio il divertimento, quale seguire in trasferta le mie squadre del cuore, oppure la cultura…».

m.lualdi

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