Roma, 14 ott. (TMNews) – I paesi europei cercheranno ci
convincere i partner del G20 della bontà delle misure che si
stanno profilando per tentare di superare la crisi finanziaria
che da mesi infierisce sull’area euro. “La priorità assoluta è
trovare degli elementi per stabilizzare l’area euro”, ha
affermato la presidenza francese del G20 all’antivigilia del
vertice tra responsabili economici a Parigi. La riunione, che
inizierà questa sera con una cena ufficiale e vedrà il G20 delle
Finanze vero e proprio svolgersi nella mattina di sabato, servirà a preparare il summit tra capi di Stato e di governo di inizio novembre a Cannes.
Ma al di là delle buone intenzioni della presidenza francese, la necessità di convincere sull’appropriatezza delle misure allo
studio sembra per ora riguardare prima ancora del G20 la stessa
Ue. Perché archiviato l’incerto voto slovacco sugli accordi del
luglio scorso di rafforzamento dei meccanismi anti crisi, nelle
ultime ore proprio dall’Ue si sono sollevate voci critiche sui
due maggiori interventi anti crisi che si stanno studiando.
Il primo è il piano di ricapitalizzazioni coordinate delle banche a cui sta lavorando la Commissione europea. Si tratterebbe di aumentare rapidamente le soglie di capitale prudenziali. Ma è stato oggetto di una pioggia di critiche dalle banche della Germania, prima economia dell’area euro, che in buona sostanza lo reputano controproducente.
Intanto la Bce ha lanciato un allerta sull’altra grande
questione in ballo: un pesante taglio dell’effettivo rimborso sui pagamenti dei titoli di Stato della Grecia. Da giorni circolano ipotesi sulla possibilità che a fronte del 21 per cento circa di ‘haircut’ previsto dal secondo piano di aiuti alla Grecia, questo colpo di scure, che servirebbe materialmente per far contribuire anche gli investitori privati agli aiuti al paese, potrebbe arrivare se non superare il 50 per cento, rispetto al valore nominale dei bond.
La Bce ha però avvertito che il coinvolgimento dei privati
rischia di innescare una spirale di tensioni tra debiti pubblici
e banche che potrebbe aggravare la crisi e minare la stessa
reputazione dell’euro. L’istituzione di Francoforte ha rilanciato una raccomandazione che avanza da mesi: questo eventuale contributo può esserci esclusivamente su base volontaria: è “fortemente sconsigliata qualsiasi soluzione che comporti elementi di coercizione”.
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