Csm/ Non disse di suo ruolo in società, Brigandì indagato

Csm/ Non disse di suo ruolo in società, Brigandì indagato

Roma, 15 feb. (TMNews) – Altra accusa per il consigliere laico del Csm, Matteo Brigandì. Non solo quella di abuso d’ufficio, per la vicenda connessa alla pubblicazione sul Giornale di documenti interni al Consiglio superiore della magistratura, riguardo un procedimento disciplinare sul procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, ma anche il reato di falso per non aver detto, al momento della nomina a Palazzo dei Marescialli, di essere amministratore di una società della Lega, la Fingroup spa.

Il nuovo fascicolo d’inchiesta avviata dalla Procura di Roma, che chiama in causa Brigandì, è stato affidato al pm Sergio Colaiocco del gruppo ‘reati in danno della pubblica amministrazione’ e si basa sui verbali della commissione ‘verifica titoli’ dello stesso Csm. L’iscrizione del consigliere e il suoi coinvolgimento in questa ulteriore questione, potrebbe a breve portare alla convocazione per un interrogatorio dello stesso Brigandì.

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