Roma, 18 mag. (TMNews) – “Da un po’ di tempo mi chiedo: cosa troverebbero le unità speciali della marina americana se facessero irruzione nella casa dove vive Berlusconi?”. Ha risposto con una battuta lo scrittore Don De Lillo alla domanda su cosa abbia pensato del blitz che ha portato all’uccisione di Bin Laden da parte dei Navy Seals, proprio lui che ha scritto un romanzo di grande successo sull’11 settembre, “L’uomo che cade”.
Lo scrittore americano, che sarà ospite domani al Festival delle Letterature di Roma, incontrando i giornalisti ha parlato di vari temi, primo fra tutti il terrorismo “che è ancora una delle forze più potenti nel mondo, e ci fa vivere sempre con la sensazione di pericolo”, ma anche di religione “che oggi è molto meno importante di 50 anni fa, perché sembra diventata una dimensione della politica”, e di narrativa, convinto che “se il giornalismo è la prima bozza della storia, la narrativa ne è la narrazione definitiva, perché lo scrittore è in grado di esaminare la vita intima delle persone, e fornisce loro elementi di verità più profondi di quanto possa fare lo storico”.
Proprio sul rapporto tra storia reale e storie narrate sarà incentrato domani l’intervento di De Lillo al Festival Internazionale di Roma: lui e Sandro Veronesi saliranno sul palco per leggere due testi inediti e Asia Argento introdurrà lo scrittore americano con una lettura del primo capitolo de “L’uomo che cade”. “Con questo testo racconterò il viaggio dei miei genitori dall’Italia all’America, che rappresentava una grande promessa per gli immigrati come loro, e spiegherò come alla vera storia si siano sovrapposte altre storie raccontate da alcuni membri della mia famiglia, che spesso
erano solo immaginarie: ci sono due Americhe molto diverse in gioco” ha spiegato l’autore di “Americana”. L’America di De Lillo, che ha definito anche la sua opera di scrittore, comincia invece con l’assassinio di JFK, raccontata nel romanzo “Libra”, ma, come lui stesso ha confessato, il ritmo e la musica hanno influenzato fortemente la sua narrativa: “Qualcuno mi ha detto che la lingua che io uso gli ricorda il jazz di Theolonius Monk, credo che il jazz sia uno degli elementi fondamentali che si è infiltrato nella mia scrittura” ha concluso.
Fla
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