Non per salire in cattedra, e neppure per trovare il primo della classe. Solo per fare un bilancio di questi 8 mesi di amministrazione Galimberti: così abbiamo voluto stilare una pagella degli assessori. I voti sono stati dati sulla base dei progetti in corso e quelli portati a termine, al rapporto instaurato con i cittadini, alla capacità di metterci la faccia anche quando non è facile,
al coraggio e alla determinazione che serve per lavorare dietro a una scrivania senza i riflettori puntati addosso, alla voglia di coinvolgere e di fare gioco di squadra. Ovviamente qualcosa ci può essere sfuggito e di questo ci scusiamo. La volontà non è quella di essere esaustivi, ma di sottolineare i punti forti e quelli più deboli di questa giunta, offrendo qualche spunto di miglioramento.
Sul podio va sicuramente per l’impegno dimostrato nell’area più complicata della città: piazza Repubblica. È vero che l’ordinanza anti-bivacco è scaduta senza aver portato a una vera risoluzione dei problemi. Ma Zanzi in questi mesi ha dimostrato vera caparbietà, per esempio andando a bussare alla porta dei commercianti e andando a parlare con chi bivacca, cercando soluzioni propositive. Tutto questo lavoro sul campo, sommato alle iniziative per migliorare la sicurezza dei pedoni, fa meritare a Zanzi quasi otto, il voto più alto di tutta la giunta.
A un passo da lui, con sette e mezzo, l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici che ha al suo attivo sei progetti già realizzati e cinque macro progetti a cui sta lavorando. Un vero record per otto mesi di amministrazione. A lui si deve un piano delle opere concreto e coerente, che non
ha destato particolare critiche da parte dell’opposizione. Coraggioso poi, nel bene e nel male, il piano della sosta che ambisce a modificare la viabilità cittadina e che gli è costato parecchie critiche. Ieri, per esempio, Orizzonte Ideale ha annunciato la decisione di scendere in piazza per una raccolta firme per fermare il progetto.
Al terzo posto abbiamo messo l’assessore ai servizi sociali e l’assessore ai servizi educativi . Entrambi meritano un sette pieno. Il primo per l’innovativo progetto portato avanti in prima linea con la Croce Rossa che ha permesso a tanti senza tetto di dormire al caldo durante le notti di gelo invernale. Un leone si è dimostrata essere la seconda, l’assessore Dimaggio, che non ha avuto paura di mettere la propria faccia davanti ai genitori dei bambini che frequentano i servizi scolastici per spiegare le nuove tariffe, difendendo la validità del proprio operato.
L’assessore all’ambiente è impegnato su tantissimi fronti e lo fa con passione. Ha all’attivo diversi bandi di riqualificazione energetica, porta avanti con Aspem la campagna di riduzione dei rifiuti, ha curato il progetto Doggy Bag nei ristoranti di Varese, sostiene il rilancio delle Gev, cerca finanziamenti e sta lavorando per portare a Varese eventi di richiamo sovracittadino.
Non arriva al sette pieno (sette meno) perché non ha ancora avuto modo di dimostrare tutta la sua tempra di fronte ai cittadini, ma in compenso crede nel gioco di squadra, cosa che anche l’opposizione gli riconosce.
A parimerito, con un 6,5, mettiamo tre assessori donne sicuramente molto valide, ma che fino a oggi, vuoi per le caratteristiche del loro assessorato, vuoi per carattere, forse sono rimaste un po’ in ombra, nascoste dal sindaco Davide Galimberti. Sono: (assessore al commercio), (assessore al bilancio), Francesca Strazzi (assessore alle politiche giovanili e ai rioni).
All’ultimo posto, ma comunque con un sei pieno, si piazza l’assessore alla cultura il quale, abituato ad eventi culturali variegati e di altro calibro, ogni tanto ha dato l’impressione di guardare Varese un po’ dall’alto in basso.













