Da Varese a Palermo Lazaar, la vie en rose

«Per l’articolo sulla Provincia di Varese… Grazie». Queste parole sono state scritte – anzi twittate – da una promessa biancorossa che sta per salutare la squadra in cui è diventato un giocatore e si riferiscono a un articolo di commento del nostro Francesco Caielli, apparso su queste colonne e intitolato: «Il Varese avvera i sogni di chi ci crede. Come Achraf».

Sì, stiamo parlando proprio di Lazaar, il marocchino che martedì ha compiuto 22 anni e che è stato ceduto al Palermo. I dirigenti biancorossi hanno trovato l’accordo con quelli siciliani per la cessione del difensore ma devono ancora essere formalizzate le modalità del trasferimento, a titolo definitivo: per la firma e per gli ultimi dettagli si aspetta il rientro in Italia del presidente Nicola Laurenza, in Grecia per lavoro. Ormai, però, l’operazione è andata in porto ed è stato determinante l’impegno di Andrea Cattoli: il procuratore del terzino, che lo sta aiutando pure a maturare molto dal punto di vista umano e professionale.

A questo punto, la partenza di Lazaar è solo questione di tempo e il Varese vorrebbe impiegarlo nella gara di sabato con il Cesena, considerando che Franco, l’altro esterno sinistro della retroguardia, continua ad allenarsi a parte per l’infiammazione al ginocchio e, dunque, non è al meglio.

Dall’altra parte, il Palermo sente già suo Lazaar e non è di certo disposto a lasciarlo ai biancorossi, volendo preservare il più possibile il neoacquisto per evitare, ad esempio, che si infortuni vestendo la maglia di un’altra squadra, e scongiurare altre possibili sorprese sgradite. Con l’uscita del ragazzo, nato a Casablanca ma cresciuto a Venegono, il Varese deve ritoccare la fascia sinistra della difesa e il nome più seducente – fortemente caldeggiato dai tifosi – è quello di Fabrizio Grillo del Siena, che ha vestito il biancorosso fino al gennaio dell’anno scorso. L’ex sembra disposto a tornare ma ha un ingaggio alto, non alla portata del Varese che, invece, deve far quadrare i conti.

La dirigenza sembra intenzionata ad arrangiarsi con quello che già ha, dando fiducia a Franco, adattando alla fascia sinistra l’esterno destro Fiamozzi, o addirittura abbassando dal centrocampo Cristiano. Ma le ultime due sono ipotesi studiate, più che altro, per risolvere emergenze. Serve, dunque, un altro terzino sinistro ma non solo.

In difesa c’è bisogno pure di un centrale per arricchire, visto che Ricci e Spendlhofer non si sono dimostrati così insuperabili mente Ely e Rea non possono di certo giocare tutte le gare del girone di ritorno.

A centrocampo è invece necessario il regista (o metodista) a cui affidare il compito di costruire il gioco.

Infine, farebbe comodo una punta esterna alla Di Roberto (del Cittadella), più che un’ala alla Oduamadi. Ma è indispensabile, come non ci stuferemo mai di ripetere, puntare sui i giovani Fiamozzi (se sente la fiducia di Gautieri può diventare il nuovo Pucino) e Forte, che sono presente e futuro per il Varese, a cui chiediamo di insistere con Barberis, come ha fatto domenica, rispolverandolo contro il Novara e ottenendo buone riposte: il ventenne nato a Genova l’11 dicembre del 1993, l’anno scorso a Pisa, in Prima divisione, aveva dimostrato di essere un giocatore vero e di poter fare la mezz’ala. È vero che quest’anno non ha ancora inciso ma è altrettanto vero che ha visto poco il campo: per capire se un cavallo è di razza e sa correre forte non va tenuto nella scuderia ma lanciato, a briglia sciolta, sull’erba verde.

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