VARESE «Sono annoiato dal posto fisso. E mi licenzio». E se qualcuno prendesse “alla lettera” le parole del presidente Consiglio Mario Monti? E di conseguenza, pur assunto a tempo indeterminato, decidesse di dimettersi? Ovviamente fare una cosa del genere è fuori discussione, così come la frase del premier va presa come una sorta di provocazione. Ma visto il dibattito che ha scatenato, c’è chi da Varese vuole “dare una lezione” al professore.
E, per lanciare una provocazione, decide di rassegnare le proprie dimissioni, con la seguente motivazione: «Devo lasciare l’incarico che ricopro attualmente presso la vostra azienda a causa di una sopraggiunta noia lavoratoriva, causata dal fatto che il mio incarico è a tempo indeterminato. Nel prendere questa decisione, è stato determinante il consiglio del nostro presidente del Consiglio». Firmato: Filippo De Sanctis, direttore del teatro di Varese. Chiaramente, anche se formale (la lettere è stata scritta e verrà consegnata), si tratta di una provocazione.
E infatti, De Sanctis, che dirige l’Apollonio ormai da otto anni, motiva il suo gesto nel tentativo «di spiegare perché Monti ha assolutamente torto».
Portando ad esempio la sua esperienza lavorativa.
«Io sono assunto come direttore da otto anni – dice – con un contratto che non ha scadenza. Ora, il fatto di avere avuto la fiducia da parte dell’azienda proprietaria del teatro, che non ha posto un limite temporale al mio incarico, mi ha assicurato quella tranquillità dal punto di vista economico necessaria affinché mi buttassi anima e corpo nel mio lavoro».
Ovvero «ho potuto lavorare con un’ottica di lungo periodo, quindi programmando la crescita del teatro e facendo un passo alla volta per migliorare la stagione teatrale. Dal punto di vista personale, poi, ho potuto anche gestire il Teatrino Santuccio e oggi anche il teatro di Gallarate. Una crescita sia del mio lavoro che personale che è stata possibile solo avendo la tranquillità della sicurezza del posto».
Secondo De Sanctis «con un incarico a tempo determinato, di uno o due anni, mi sarei dovuto concentrare sull’immediato, portando a casa magari risultati mediocri, senza valutare un percorso che durasse anni».
De Sanctis lancia anche un appello ad altri dirigenti varesini affinché «lancino anche loro un chiaro messaggio a Monti». Il mondo politico si divide e si contrappone di fronte all’iniziativa di De Sanctis. Ovviamente, dalla Lega arriva il plauso.
s.bartolini
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