Dal Perù alla Valsesia: smantellata rete della cocaina “al miele”

Sei arresti tra Novara, Vercelli e Biella: laboratorio clandestino a Prato Sesia, droga destinata ai boschi dello spaccio attorno a Malpensa

Un traffico internazionale di droga che dal Perù arrivava fino al cuore della Valsesia, passando per i boschi dello spaccio di Lonate Pozzolo. È quanto hanno ricostruito i carabinieri del Comando provinciale di Varese al termine di un’operazione scattata tra sabato e domenica e coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.

Sei le persone arrestate tra le province di Novara, Vercelli e Biella, accusate a vario titolo di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

La raffineria nascosta a Prato Sesia

Il centro operativo dell’organizzazione sarebbe stato un edificio isolato e in parte diroccato a Prato Sesia, nel Novarese, affittato da un quarantenne del posto e trasformato, secondo gli inquirenti, in un laboratorio clandestino per la lavorazione della cocaina.

La sostanza stupefacente arrivava dall’estero con un espediente studiato per eludere i controlli doganali: la polvere bianca veniva mescolata a miele e cera d’api, così da apparire come un prodotto alimentare.

All’interno della cascina i militari hanno rinvenuto ambienti attrezzati per la raffinazione, con strumenti e materiali idonei alla manipolazione e al recupero della droga una volta separata dalle sostanze utilizzate per camuffarla.

Una volta “ripulita”, la cocaina sarebbe stata destinata alle piazze di spaccio nei boschi attorno a Lonate Pozzolo e all’area di Aeroporto di Milano Malpensa, zone da tempo al centro di operazioni contro il traffico gestito da gruppi criminali organizzati.

Il presunto regista e la rete dei corrieri

Al vertice dell’organizzazione gli investigatori collocano un trentenne di Valduggia, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto il coordinatore dei contatti con il Sud America e attualmente in carcere.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il quarantenne di Prato Sesia metteva a disposizione la base logistica, mentre due giovani ventenni residenti nel Vercellese e nel Biellese ricevevano ai propri domicili i pacchi provenienti dal Perù per poi consegnarli al presunto organizzatore.

Tra gli arrestati figurano anche due cittadini peruviani fermati domenica. Tutti gli indagati, comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Il sequestro e gli sviluppi

Determinante per l’inchiesta è stato il monitoraggio di una spedizione intercettata all’Aeroporto di Milano Linate: un pacco contenente 19 chilogrammi di miele, ritenuto parte del sistema di occultamento della droga.

Le intercettazioni raccolte dagli investigatori parlerebbero di quantitativi rilevanti, con partite di cocaina fino a 15 chilogrammi per singola spedizione.

L’indagine, avviata nel 2024 da un filone sullo spaccio nei boschi di Lonate Pozzolo, resta aperta. Gli inquirenti sospettano che quello intercettato non sia stato l’unico carico arrivato dal Sud America nelle colline del Novarese e non escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.