Degrado, crolli e siringhe Salvate il castello Manfredi

Degrado, crolli e siringhe
Salvate il castello Manfredi

«Sono preoccupato per il castello Manfredi, non vorrei che facesse la fine della caserma Garibaldi». A denunciarne lo stato di degrado della struttura è il suo vicino di casa, l’agronomo . Lui e la sua famiglia hanno la fortuna di vivere in viale Aguggiari 131, all’ombra di quel castello da favola, ma anche la sfortuna di essere testimoni del suo invecchiamento inarrestabile e continuo. Adesso sono arrivati persino a temere che, in un futuro neanche tanto remoto, la struttura cominci a perdere qualche pezzo.

«Sono io a tagliare il prato e i rovi intorno al castello – dice Gervasini – Se non lo facessi io, le erbacce chissà a che altezza arriverebbero». Ed è sempre Gervasini ad aver sistemato ai piedi della struttura dei grossi teli di plastica per impedire all’acqua – che quando piove cade a cascata dal tetto del castello – di impregnare il prato e di infiltrarsi nella taverna della propria casa.

«Il problema dell’acqua persiste da quando hanno rubato le grondaie e i pluviali di rame, un fatto accaduto nel 2010 – ricostruisce l’agronomo – I ladri durante quel furto hanno rimosso anche le tegole e l’acqua sta entrando nel castello infradiciando le pareti. Le macchie di umido visibili dall’esterno diventano sempre più grandi. Nel frattempo, si

stanno allargando anche le crepe sui muri. Io temo che, se non si procederà con un restauro, il castello Manfredi diventerà un rudere. Il che sarebbe davvero un peccato perché è una costruzione di pregio, che ha un valore storico perché testimonia com’era, un tempo, la vita che si conduceva in questo comparto della città».

Il castello è sede di brutte frequentazioni. Il retro è un nascondiglio. Sui muri sono comparsi graffiti ed è stato montato anche un letto di fortuna che, però, risulta essere abbandonato da un po’ di tempo. C’è stato un periodo che in zona si trovavano persino siringhe. Dal 2004 al 2011 è stato il comune di Varese proprietario del castello. Lo ha comprato dal gioielliere Manfredi che a suo tempo lo aveva messo a nuovo per organizzarvi eventi culturali. Poi quel bene – dispendioso da gestire – è stato alienato per una cifra di un milione e mezzo di euro. Lo ha acquistato un privato con l’idea di trasformarlo in una casa per disabili.

Ma quel progetto sembra essersi arrestato, almeno a giudicare dallo stato in cui versa il castello. Che il proprietario stia aspettando l’approvazione del pgt per capire le possibilità di sviluppo? Nel frattempo degrado chiama degrado. Nel parcheggino di via dei Carantani, all’imbocco della via che porta al castello, sono già intervenuti i carabinieri per sedare risse e rumori molesti.

Ci sono giovani che ci stazionano di notte e spesso capita di trovare bottiglie e rifiuti di vario tipo.

Che il vicinato sia nervoso appare evidente da un cartello di fortuna appeso a un palo, che invita a non parcheggiare le auto sul marciapiede.

Su quel cartello è stata aggiunta una risposta scritta a penna: «provate a toccare la mia auto e provvedo personalmente».

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