Il 31 agosto il ristorante-tavola calda “Ciao”, all’interno della Galleria Manzoni, chiuderà i battenti. Ma anche “Spizzico” lascia la città.
Così un nuovo grande spazio commerciale rimarrà vuoto all’interno della galleria, dopo il trasferimento del negozio di abbigliamento che una volta occupava le vetrine di fronte al bar-gelateria AnnyRose.
Al suo posto, a settembre, sarebbe dovuta sorgere una vineria ad opera della famiglia Bianchi, proprietaria dell’immobile (anche di quello dove, ancora per poco, si trova il Ciao) e che, proprio per questo motivo, ha lasciato lo stabile di piazza Carducci.
Ma, al momento, non si vedono movimenti all’interno del negozio e le vetrine rimangono “impacchettate”.
Anche per la Libreria Ambrosiana sono in arrivo dei cambiamenti perché lo spazio attualmente occupato, verrà notevolmente ridotto: la libreria, che attualmente possiede tre vetrine, gestirà la sua attività mantenendone solo una. Che ne sarà quindi della Galleria Manzoni?
Se lo chiedono i “sopravvissuti” che ancora resistono all’interno della galleria. «Siamo preoccupati – commentano dalla gelateria AnnyRose – Speravamo nell’arrivo del Bianchi, ma per ora sembra essere tutto fermo. Quando il “Ciao” se ne andrà, questa galleria diventerà un deserto e già oggi da qui passa pochissima gente».
Anche dalla titolare del negozio della Disney trapela non poca apprensione in merito al futuro della galleria. «Siamo tutti in attesa di vedere cosa succederà – spiega – Speriamo che questi spazi vengano occupati al più presto. Voci di corridoio sostengono che alcuni cinesi e alcuni giapponesi si siano interessati per l’affitto o l’acquisto dello spazio, al momento, affittato al “Ciao”. Pare, però, che la trattativa non sia andata a buon fine. In ogni caso, per questo vasto spazio, o arriva una grande catena, oppure finirà nelle mani di imprenditori cinesi».
Intanto, di fronte al “Ciao”, anche la proprietaria di “Butterfly”, il negozio di oggettistica e bigiotteria, è pronta a traslocare. «Mi sposto a Luino – racconta – Cercherò di resistere fino a Natale».
La signora Rappoccio è la titolare dell’attività da soli due anni, ma dice di non farcela più. «Mi alzo al mattino con l’ansia di venire a lavorare qui – continua – La galleria è morta: mai un’iniziativa, mai della musica dal vivo. A Luino l’approccio è completamente diverso».
Ma Rappoccio ne fa anche una questione economica. «Per questo negozio pago 2.100 euro di affitto, a Luino ho il doppio della superficie a quasi un terzo di questa cifra: pagherò 700 euro di affitto». E non è tutto. Con la chiusura anche del negozio “Butterfly” c’è anche chi teme che la Galleria possa diventare un nuovo punto di ritrovo per gli “occupanti” di piazza Repubblica.
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