DesTEENazione: a Varese un laboratorio permanente per adolescenti e giovani

Un progetto educativo innovativo che punta su prevenzione, partecipazione e comunità educante

VARESE – Accogliere, coinvolgere, sperimentare e prevenire. Sono gli obiettivi del progetto DesTEENazione, che aprirà ad aprile nella palazzina di via Maspero a Varese. L’iniziativa rientra tra i 92 spazi che sorgeranno in tutta Italia nell’ambito del Piano Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, finanziati con fondi ministeriali e del Fondo sociale europeo. La proposta varesina si è classificata seconda in Lombardia, subito dopo Milano, ottenendo un finanziamento di circa 3 milioni di euro per il triennio, con prospettiva decennale.

Perché nasce DesTEENazione

L’obiettivo è duplice: prevenzione e valorizzazione. Il progetto mira a intercettare precocemente fragilità, dispersione scolastica, isolamento e disagio emotivo, offrendo uno sguardo positivo sugli adolescenti, valorizzandone competenze, risorse e capacità progettuali.

«Negli ultimi anni è emersa una fragilità diffusa nelle nuove generazioni – spiega l’assessore ai servizi sociali, Roberto Molinari – DesTEENazione vuole essere una risposta strutturata e di lungo periodo, non un intervento episodico».

A chi si rivolge

Il centro è rivolto a preadolescenti e adolescenti tra 11 e 18 anni, e a giovani tra 18 e 21 anni, compresi neomaggiorenni e care leavers. Possono partecipare ragazzi residenti a Varese e nei comuni dell’ambito sociale del piano di zona, sia in condizioni di vulnerabilità sia chi cerca uno spazio di relazione, crescita e partecipazione.

«DesTEENazione è per tutti – sottolinea la d.ssa Daniela Germi, responsabile dell’Unità di progettazione sociale – Non un luogo etichettante, ma uno spazio inclusivo dove la partecipazione è il cuore del progetto».

Un progetto costruito in rete

DesTEENazione nasce dal lavoro del Tavolo Adolescenza, che coinvolge tra le 30 e le 40 realtà tra cooperative, associazioni, servizi sociosanitari (ASST), scuole e Ufficio scolastico territoriale, con il supporto di Università dell’Insubria e Università Cattolica di Milano.

Il progetto è coordinato da Valentina Buffon con la pedagogista Elena Imperiali, e ha intercettato un bisogno chiaro sul territorio: creare spazi strutturati, diffusi e accoglienti per adolescenti, con approccio preventivo e non emergenziale.

Una cordata di 11 enti del Terzo Settore

Alla realizzazione partecipano 11 enti tra cooperative e associazioni, con capofila la cooperativa Lotta contro l’emarginazione. L’organizzazione prevede équipe miste che lavorano insieme su tutte le linee progettuali, garantendo coerenza metodologica con i 92 centri italiani.

Linee operative del centro

  • Spazio aggregativo ed educativa: 14 educatori opereranno con attività interne, educativa di strada e progetti scolastici, aperti sei giorni su sette, con laboratori, studio assistito, strumenti informatici e accompagnamento educativo personalizzato.
  • Progetto “Get Up”: coinvolge scuole del territorio (liceo Cairoli, ISIS Newton, CFP, Don Rimoldi) per sviluppare progetti di utilità sociale con budget fino a 5.000 euro, rafforzando soft skills e senso di appartenenza.
  • Educativa di strada: mappatura dei luoghi di ritrovo dei ragazzi per attivare interventi di comunità.
  • Prevenzione dispersione scolastica e orientamento: almeno 40 progetti individualizzati all’anno per ragazzi a rischio abbandono, con percorsi formativi e di avvicinamento al lavoro.

Una comunità educante in rete

Il centro non sostituisce ciò che già esiste, ma lo mette in rete: scuole, cooperative, servizi sociali, associazioni e famiglie condividono responsabilità e opportunità, offrendo ai giovani prospettive e occasioni concrete.

Gli spazi di via Maspero

La palazzina, ristrutturata dagli architetti Luca Compri e Paolo Carlesso, prevede: area accoglienza, salone centrale flessibile, quattro laboratori tematici (musica, informatica, movimento, creatività/arte), aula studio, spazi per colloqui psicologici e per operatori. I laboratori saranno definiti insieme ai ragazzi, valorizzando la partecipazione attiva.

Supporto psicologico e coinvolgimento delle famiglie

Due psicologi lavoreranno stabilmente nello spazio, con colloqui individuali, di gruppo e incontri tematici per adulti e genitori. Sono previsti momenti di mutuo aiuto, incontri con esperti e attività volte a rafforzare la genitorialità e costruire un’alleanza educativa.

Una scommessa educativa per Varese

«È una scommessa di prevenzione e investimento sulle capacità dei ragazzi di diventare adulti – sottolinea Molinari – Non un centro sociale, ma un progetto educativo complesso, con équipe multidisciplinari, coordinamento stabile e prospettiva di lungo periodo».

Ad aprile, a via Maspero, Varese inaugurerà quindi non solo un edificio ristrutturato, ma un vero laboratorio permanente di partecipazione e crescita per adolescenti e giovani.