«Devo battezzare la bimba» Rasa, il don sventa la truffa

«Devo battezzare la bimba»
Rasa, il don sventa la truffa

Cercano di derubare il don, ma lui li coglie in flagrante e li mette in fuga. L’episodio è avvenuto lo scorso sabato, ma i due malintenzionati stavano lavorando alla truffa da una decina di giorni. La scaltra vittima è don Elio Gentili, 82 anni, da 23 parroco nel borgo della Rasa.

Uno dei due malandrini si era recato dal parroco una decina di giorni fa per chiedere informazioni rispetto al battesimo della figlia di due mesi.

«L’uomo, sui trent’anni, non aveva un accento lombardo – racconta il don – Mi ha detto di essersi da poco trasferito alla Rasa, dandomi l’indirizzo del suo appartamento e il numero civico: si è presentato come Rampini di cognome. mi ha chiesto la disponibilità per battezzare la figlia Elena nel mese di luglio. Così l’ho fatto entrare e abbiamo fissato la data. lui mi ha detto che ne avrebbe parlato con la moglie e mi avrebbe dato conferma».

Lo scorso sabato, intorno alle 17, quindi poco prima che il sacerdote celebrasse la messa prefestiva, l’uomo si è ripresentato. «Stavo parlando con una signora del paese in piazza e il signore è tornato chiedendomi di spostare il battesimo a settembre. Gli ho detto di entrare in modo tale da fissare la data sul registro».

Don Elio e l’uomo si sono recati nello studio del prete, lasciando il cancellino alle proprie spalle aperto. «C’era già qualcosa che non mi tornava su quanto l’uomo mi aveva raccontato – continua don Elio – Dopo la sua prima visita, avevo chiesto informazioni sull’indirizzo che mi aveva dato inizialmente e l’appartamento in questione non risultava ancora in affitto: però ho pensato che lui e il proprietario fossero in chiusura di contratto».

Ma mentre discutevano della nuova data per il battesimo della presunta piccola Elena, l’uomo ha dato un cognome diverso, Negrini. Quando il don glielo ha fatto notare, il truffatore si è giustificato dicendo che quello lasciato precedentemente era il cognome della moglie. Ma anche l’indirizzo non combaciava con quello lasciato nel primo incontro. «Sabato mi disse che abitava in via San Gottardo 7, una via poco più sotto rispetto a quella che mi aveva comunicato una settimana prima».

Intanto, un rumore ha attirato l’attenzione di don Elio. «Ho sentito una porta sbattere e mi sembrava quella del corridoio. Sono subito corso a vedere e aprendo la porta mi sono trovato di fronte a un altro uomo, molto somigliante a quello seduto nel mio studio. Gli ho subito chiesto cosa ci facesse lì, visto che non aveva chiesto il permesso per entrare». Lo sconosciuto è fuggito, mentre il complice è rimasto bellamente seduto nello studio. Il prete ha subito scoperto le carte: «Tu sei con lui – ha detto – sei un ladro anche tu». Ma il furfante ha iniziato a giustificarsi, così il don gli ha chiesto di fargli vedere dove abita: «Ha subito inventato la scusa che aveva la macchina parcheggiata male e il cane sul sedile: spostava la macchina e sarebbe venuto a prendermi per portarmi a casa sua». Ovviamente l’uomo si è dileguato.

Dopo aver raccontato la vicenda ai concittadini presenti al bar tabacchi della Rasa, i parrocchiani hanno chiamato i Carabinieri. Ma al loro arrivo, ormai, dei due truffatori non vi era più traccia.

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