Dieci Comuni al voto nel Varesotto: urne aperte il 24 e 25 maggio

Trenta candidati sindaci, circa quaranta liste e una campagna elettorale che entra nel vivo tra quorum, possibili ballottaggi, rivalità interne al centrodestra e sfide civiche sempre più frammentate

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni amministrative e nel Varesotto si prepara un fine settimana decisivo per il futuro politico di dieci Comuni della provincia. Si voterà domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15, con scrutinio immediato.

In totale saranno chiamati alle urne migliaia di cittadini distribuiti tra piccoli centri e realtà più strutturate, in un quadro estremamente eterogeneo: si va infatti dai Comuni con una sola lista e il rischio concreto del mancato quorum fino alla sfida apertissima di Somma Lombardo, unico Comune della provincia sopra i 15mila abitanti e dunque unico centro dove potrebbe essere necessario il ballottaggio.

Somma Lombardo: la sfida più politica e l’incognita ballottaggio

È senza dubbio Somma Lombardo il Comune osservato speciale di questa tornata elettorale. Qui la partita ha un peso politico provinciale e potrebbe diventare il primo vero banco di prova dei nuovi equilibri interni al centrodestra e al centrosinistra.

A contendersi la guida della città sono quattro candidati.

Da una parte c’è Stefano Aliprandini, vicesindaco uscente e candidato sostenuto dalle civiche vicine al centrosinistra, che punta sulla continuità amministrativa dopo gli anni di governo della coalizione progressista.

Dall’altra il centrodestra ha trovato una sintesi attorno a Silvio Pezzotta, dopo settimane di tensioni e trattative interne. Una candidatura che rappresenta anche un tentativo di ricompattare un’area politica che negli ultimi mesi aveva mostrato divisioni evidenti.

In corsa anche Dario Pulli, sostenuto da Azione, e soprattutto Alberto Nervo, figura considerata da molti l’outsider capace di sottrarre voti trasversali e rendere ancora più difficile il raggiungimento del 50%.

Ed è proprio questo il punto chiave: se nessuno supererà la maggioranza assoluta dei voti validi, Somma Lombardo tornerà alle urne il 7 e 8 giugno per il ballottaggio.

Quorum e paura commissariamento a Gemonio e Gorla Maggiore

Completamente diversa la situazione in due Comuni dove manca del tutto la competizione elettorale.

A Gemonio il sindaco uscente Samuel Lucchini si presenta con una sola lista, “Impegno Civico”, e punta alla conferma dopo oltre dieci anni alla guida del paese.

Scenario analogo a Gorla Maggiore, dove Pietro Zappamiglio corre senza avversari per il terzo mandato consecutivo.

In entrambi i casi, però, la partita vera sarà quella dell’affluenza: servirà infatti il raggiungimento del 50% più uno degli aventi diritto al voto. Se il quorum non dovesse essere raggiunto, scatterebbe il commissariamento prefettizio fino alla prossima tornata elettorale.

Luino: cinque candidati e centrodestra spaccato

Tra le realtà più interessanti c’è anche Luino, dove il quadro politico appare particolarmente frammentato.

Il sindaco uscente Enrico Bianchi cerca la riconferma con “Proposta per Luino 2026”, ma la presenza dell’ex sindaco e parlamentare Andrea Pellicini cambia radicalmente gli equilibri.

Pellicini torna infatti in campo con “Vento del Verbano”, lista che punta chiaramente a intercettare il tradizionale elettorato di centrodestra.

Ma proprio nell’area conservatrice emerge la spaccatura più evidente: corre infatti anche Furio Artoni con “Stati generali del centro-destra”, mentre completano il quadro Marco Massarenti, sostenuto da una civica di area professionale, e il giovane Paolo Nicastri con “Luino Alternativo”.

Una frammentazione che potrebbe rendere il risultato finale estremamente incerto.

Laveno Mombello: quattro candidati e sfida apertissima

Anche a Laveno Mombello la corsa appare molto equilibrata.

Il sindaco uscente Luca Santagostino, sostenuto dalla civica Civitas, prova a difendere il lavoro svolto durante il mandato amministrativo.

Il centrodestra punta invece su Giovanni Castelli, mentre il centrosinistra schiera Bruno Bresciani con “Fare Comune”. Completa il quadro Diego Carmenati, sostenuto dal Movimento 5 Stelle con la lista “Futuro Ideale”.

La presenza di quattro candidati rende difficile qualsiasi pronostico.

Golasecca: quattro liste per il dopo Ventimiglia

Tra i Comuni più combattuti c’è anche Golasecca, dove si chiude l’era del sindaco uscente Claudio Ventimiglia.

La successione vede in campo ben quattro candidati: Rossella Bosco, Gianni Bullo, Madì Reggio e Andrea Tovaglieri.

Tutte liste civiche, senza simboli di partito, ma con evidenti riferimenti politici e territoriali. Una corsa molto frammentata che riporta Golasecca a una competizione elettorale così affollata per la prima volta dal 2010.

Le altre sfide: civiche, ex alleati e ritorni politici

A Origgio il sindaco uscente Evasio Regnicoli dovrà vedersela con l’ex sindaco Mario Ceriani, sostenuto anche da Forza Italia, oltre che con Francesco Venturini.

A Lonate Ceppino si consuma invece una sfida interna al vecchio assetto amministrativo: la sindaca uscente Clara Dalla Pozza affronta infatti Maurizio Caimi, già assessore della sua amministrazione e oggi diventato principale avversario politico.

Duelli più lineari invece a Casorate Sempione (Cassani vs Marson) e Masciago Primo (Magrini vs Peregalli), dove si affrontano sostanzialmente amministrazioni uscenti e liste alternative.

Un test politico anche per il futuro della provincia

Al di là delle singole realtà locali, il voto del 24 e 25 maggio rappresenta anche un test politico importante per gli equilibri provinciali.

Il centrodestra cerca conferme in territori storicamente favorevoli ma arriva in diversi casi frammentato o reduce da tensioni interne. Il centrosinistra punta invece sulla continuità amministrativa e sul radicamento civico costruito negli ultimi anni.

In mezzo restano le liste civiche, sempre più protagoniste soprattutto nei piccoli Comuni, dove spesso contano più i rapporti personali e territoriali che le appartenenze partitiche.

Tra quorum, possibili ballottaggi, rivalità interne e sfide sempre più locali, il Varesotto si prepara dunque a un fine settimana che potrebbe ridisegnare molti equilibri politici del territorio.