Una raccolta differenziata a metà, quella a Varese, se non si prevede lo smaltimento anche degli oli di conserva o di cottura. A porre il problema è il consigliere comunale del Pd Luca Conte, che ha presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta di attivare, attraverso Aspem spa, anche la raccolta a domicilio di questo tipo di rifiuto. Che, gettato attraverso gli scarichi dei lavandini, crea un forte inquinamento.
Un tipo di servizio che viene già effettuato in molti comuni della provincia. Ma non nel capoluogo.
«Grazie a una corretta raccolta differenziata – dice Conte – l’olio può essere rigenerato e riutilizzato per la produzione di oli lubrificanti per motore, cementi, asfalti e bitumi, biodiesel per trazione. E la raccolta consente, quindi, un risparmio energetico offrendo un’alternativa alla produzione di oli sintetici derivanti dal petrolio ed aiuta a salvaguardare l’ambiente evitando, per esempio, l’inquinamento dei fiumi e il sovraccarico dei depuratori». Insomma, la richiesta è di prevedere questo
tipo di servizio anche a Varese. «Non è un grande aggravio di costi per Aspem non prevedendo un passaggio apposito, ma di aggiungere l’incombenza ad un passaggio già previsto (le quantità credo lo consentano) – spiega Conte – consentirebbe di recuperare grosse quantità di rifiuti speciali che oggi inquinano le nostre acque e di riutilizzarli risparmiando su altre materie prime. E poi come altri rifiuti (umido, carta, etc.) diventerebbe rapidamente abitudine per tutti».
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