Disperso tra i monti in Val Grande. Fiato sospeso per il diciannovenne

Mobilitazione nel parco nazionale tra Ossola e Verbano per l’escursionista di Varese. Domenica l’ultima traccia del giovane: martedì doveva rientrare. Allarme della madre

– Fiato sospeso per un giovane di quasi 20 anni, residente a Varese, che risulta disperso in Val Grande, parco naturale definito “wildness”, selvatico, “l’area selvaggia tra l’Ossola e il Verbano”. Le sue ricerche – condotte dal soccorso alpino della decima delegazione Valdossola e dal gruppo Sagf della guardia di finanza di Domodossola – sono state sospese ieri al sopraggiungere della notte, senza portare ad alcun esito. L’area è stata sorvolata anche con un elicottero, ma le condizioni meteo, con nebbia prima e vento forte poi, non hanno favorito le ricerche. Oggi i soccorritori, alle 8, si rimetteranno al lavoro.

Il ragazzo, appassionato di escursioni e con una buona conoscenza della Val Grande, era partito venerdì scorso con uno zaino in spalla con dentro un sacco a pelo e con la voglia di camminare nel parco, passando la notte nei diversi bivacchi. Ma le sue tracce si sono perse domenica, giorno in cui ha firmato il registro al bivacco di Pian di Boit e ha mandato un messaggio alla madre Fiammetta, dicendole che aveva intenzione di rincasare un giorno prima, martedì e non mercoledì come aveva inizialmente previsto. Da quel momento, di Paolo, non si hanno più tracce. C’è da dire che la zona non ha una buona copertura di rete. E’ raro che il cellulare prenda, cosa che potrebbe far pensare che il giovane abbia rallentato il passo per qualche motivo e non sia in grado di comunicare alla madre il ritardo. La preoccupazione, però, cresce. L’allarme è stato dato proprio dalla madre, ieri mattina. L’appuntamento con il figlio doveva essere martedì, alle 15, nel parcheggio del borgo di Cicogna, nel comune di Cossogno. Luogo dove il figlio, per ora, non è arrivato.

Sabato un amico avrebbe dovuto raggiungerlo, ma si è perso ed è tornato indietro. Invece, dal messaggio lasciato da Paolo sul registro delle visite (la cui foto è pubblicata sul sito del quotidiano La Stampa), si evince che nel bivacco Paolo ha incontrato altre due persone provenienti da una località diversa da Varese, di nome Alessandro e Gregor. I tre avrebbero passato una bella serata, a base di cibo e di vino. Riguardo alla direzione da prendere, Paolo avrebbe scritto «va in su». Alcuni avvistamenti avvenuti nella zona, nel pomeriggio, avevano fatto pensare a Paolo, ma hanno dato riscontro negativo. Paolo non risulta essere iscritto ad associazioni di appassionati di montagna. Il parco della Val Grande è un luogo magico, amato da chi «vuole riscoprire il silenzio come valore e come condizione per saper meglio ascoltare se stesso, gli altri e il mondo intorno a noi – scrive il sito www.parcovalgrande.it, che oltre a elogiarne la bellezza, mette anche in guardia gli escursionisti – Un parco selvaggio e isolato come quello della Val Grande non deve però essere un’isola felice, incastonata lassù tra le creste o laggiù nel fondo delle valli scoscese dove il torrente ruggisce conducendo le proprie acque al lago, isola presso la quale recarsi solamente per rigenerarsi, nascondersi, rifugiarsi, confondersi, quanto piuttosto essere un luogo dove comprendere dinamiche e processi riproducibili e comunicabili anche altrove, all’esterno, nella nostra vita quotidiana». E ancora: «La Val Grande può essere una sfida, prima di tutto con sé stessi». Probabilmente Paolo è partito proprio con queste intenzioni e tutta Varese fa il tifo per lui e lo aspetta tornare vittorioso.