BUSTO ARSIZIO Svolgeva con serietà il suo lavoro e adorava il figlioletto di appena 15 mesi. Venerdì aveva saltato la paura pranzo per tornare prima dal bimbo, e gli è stato fatale. C’è disperazione, ma anche rabbia nella famiglia Fiori: «Antonio ha dato la vita per quel maledetto lavoro – piange il cognato Salvatore Gitto – era in quella ditta da ormai 12 anni, era sempre disponibile, diceva sempre di sì senza fare storie. Alla fine ci ha persino lasciato la vita. E pensare che venerdì aveva appunto rinunciato a fare pausa pranzo con i
colleghi per potersene tornare a casa un’ora prima dal lavoro». Lo faceva spesso, per stare più vicino alla moglie Sandra e al figlioletto, un bellissimo bambino di quasi 15 mesi d’età. Erano il suo tesoro e il suo gioiello, amava ripetere Antonio. «Era un marito e un papà esemplare, si può dire solo quello» lo dice con la voce rotta dall’emozione il cognato Salvatore. Sua sorella Sandra e Antonio Salvatore Fiori erano sposati da 4 anni, ed erano venuti a vivere in un moderno palazzone di via del Ponte nel quartiere di Sant’Anna.Andrea Aliverti
m.lualdi
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