Domiciliari negatiBacchetta al Riesame

Domiciliari negatiBacchetta al Riesame

Andremo al Riesame, non siamo affatto convinti della decisione del giudice di Varese»: l’avvocato Anna Lago annuncia appello avverso l’ordinanza del gip Giuseppe Battarino, che lunedì aveva rigettato la richiesta di arresti domiciliari avanzata da Andrea Bacchetta, uno dei due giovani (l’altro è Jacopo Merani) in carcere dallo scorso 25 aprile con l’accusa di essere gli assassini del povero Dean Catic.

La scelta di Bacchetta di farsi interrogare dal giudice gli si è rivolta contro come un boomerang: convinto di poter alleggerire la propria posizione, si è ritrovato in pratica con un provvedimento che accoglie in pieno il diniego formulato dal pm Agostino Abate, e che allarga, se possibile, il campo delle sue responsabilità. Quello che adombra il giudice nella sua ordinanza va ben oltre la passiva presenza sul luogo del delitto da parte di bacchetta: addirittura si sottolinea che aveva motivi di contrasto contro il giovane di origine croata, al cui fratello lo stesso Bacchetta danneggiato la vettura, rifiutandosi poi di pagargli la sistemazione. Senza dire del sms che gli avrebbe mandato un conoscente comune, prima della orribile esecuzione, implorandolo di non agire: il che fa può far supporre che vi fosse premeditazione da parte di Bacchetta e Merani.

«Quello del sms è un elemento che non appartiene agli atti, o quantomeno non è noto a questa difesa» attacca l’avvocato Lago. «Non è affatto priva di elementi di appoggio la ricostruzione fatta da bacchetta al giudice, e temo che alle sue precisazioni sia stata data una lettura a senso unico. Ma non sono affatto contraddittorie, anzi, sono comprovate dalle risultanze che

emergono dalle copiose e documentate indagini difensive, che abbiamo depositato allegate alla richiesta di arresti domiciliari L’appello al tribunale del Riesame verrà proposto entro dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza del giudice Battarino. La strategia difensiva di Bacchetta dunque differisce da quella di Merani, i cui legali (Alberto Zanzi e Fabio Ambrosetti), si apprestano a chiedere l’infermità di mente per il loro assistito.

Franco Tonghini

f.tonghini

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