Doping della domenica Tutti assolti in aula

VALCUVIA Tutti assolti gli imputati rimasti nel processo per il cosiddetto doping della domenica, l’inchiesta della Guardia di finanza di Luino che, proprio in prossimità dei Mondiali del 2008, aveva preso l’avvio da ordinativi di sostanze vietate che arrivavano ad una farmacia della Valcuvia e che da questa avrebbero poi preso la strada non di professionisti, ma di normali cicloturisti. Questa almeno l’ipotesi sostenuta dalla procura varesina.

Ieri mattina il giudice Anna Giorgetti ha letto la sentenza con cui ha assolto le persone per le quali era ancora pendente il giudizio di primo grado (le altre avevano scelto riti altenativi, chi patteggiando, chi sottoponendosi a giudizio abbreviato), rigettando le richieste di condanna avanzate dal pm Arianna Cremona.

Ebbene, assolti i ciclisti, ma anche le due figure principali rimaste nel processo, che in qualche modo, secondo l’accusa, avrebbero avuto a che fare con quel commercio illecito: vale a dire l’ex medico sociale del Varese Calcio, Marco Kogoj (difeso dall’avvocato Giuseppe Candiani), accusato di avere prescritto quelle sostanze. Diversi i capi di imputazione: per alcuni il fatto non

sussite, ha stabilito il giudice, relativamente a quelle ricette che l’accusa però non è stata in grado di produrre in dibattimento. Per altri il giudice ha stabilito che il fatto non costituisce reato, riferendosi a prescrizioni di morfina (che è tutto fuorché una sostanza dopante) a suoi pazienti: erano malati terminali, che la assumevano per alleviare le sofferenze della malattia.

E assolto, per non avere commesso il fatto, Massimiliano Baratelli, 80 anni, di Laveno Mombello, difeso dall’avvocato Fabio Ambrosetti, noto imprenditore farmaceutico, da tempo trasferitosi in Ticino: nessuna prova di avere fornito caneffedrina a Francesco Cantù, nel frattempo deceduto, magazziniere della farmacia al centro del traffico sospetto.

Le accuse si basavano sulle sue dichiarazioni e sulle intercettazioni: ma per quanto riguarda gli imputati a processo ieri, non risultano provate. Sono stati così assolti con formula piena i cicloturisti, vale a dire Giambattista Consoli (difeso dall’avvocato Renato Piccinelli), e Sergio Brillo, 48 anni (assistito dall’avvocato Fabio Ambrosetti): nessun esame in prossimità di gare ha mai dimostrato che avessero assunto sostanze proibite.

Franco Tonghini

v.colombo

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