– Sarà un fine settimana con temperature primaverili in piena stagione invernale. «Sono fenomeni talmente strani che è difficile crederci» commentano dal Centro Geofisico Prealpino. Il meteo è stata una delle super star del 2014 e sembra che anche nel 2015 possa avere buone chance per guadagnarsi l’Oscar.
Con un’eccezione, almeno per questi primi dieci giorni. Se il 2014 si è chiuso battendo ogni record in termini di piovosità, il nuovo anno si sta aprendo con un periodo di estrema siccità: l’ultimo temporale si è infatti registrato il 16 dicembre e, stando alle carte meteo, sole e temperature sopra le medie ci accompagneranno per tutta la prossima settimana.
«La prima decade di gennaio – continuano dal Centro Geofisico Prealpino – è una delle più calde mai registrate con 2,5 gradi sopra la media stagionale che tenderanno ad aumentare nella giornata di domani (oggi ndr)».
Sarà infatti il favonio proveniente da nord il protagonista della giornata di oggi. Il favonio, vento favorevole ai germogli, é un vento discendente, e la sua genesi dunque parte dal presupposto che vi siano ostacoli da scavalcare, cioè montagne piuttosto alte.
Proprio la sua tipica caduta determina la nomea che si tratti di un vento mite. L’aria che investe una catena montuosa é costretta a risalirla, raffreddandosi e condensando in nube. Una volta giunta sulla cima, dopo aver magari lasciato cadere parte del suo carico, si troverà come di fronte a uno scivolo e si lancerà verso la pianura dell’altro versante.
L’effetto sarà quello di riscaldarsi di un grado ogni 100 metri, fino a raggiungere il suolo come vento mite e secco, anche per l’effetto dell’attrito dovuto alla compressione dell’aria. Per la giornata di oggi la colonnina di mercurio potrebbe superare i 15 gradi.
Temperature in generale aumento, quella di oggi sarà una giornata mite soprattutto in montagna con lo zero termico che si porterà tra i 3.000 e 3.500 metri.
«Questa scia di vento caldo avrà degli strascichi anche sulla giornata di domenica. Da lunedì le temperature torneranno a scendere, ma rimarranno leggermente al di sopra delle medie stagionali. Tra lunedì e martedì si abbasseranno particolarmente le temperature notturne con gelate estese».
Queste non sono però condizioni meteorologiche nuove per gennaio: il 28 gennaio del 2008, alla faccia dei giorni della merla, si sono raggiunte le fantasmagoriche temperature di 23,5 gradi centigradi.
Il 19 gennaio dell’anno precedente, invece, la colonnina di mercurio aveva raggiunto quota 22 gradi. E che dire dell’ondata di caldo che aveva colpito l’Epifania del 2013, quando il 5 gennaio le massime si sono attestate intorno ai 20 gradi? Da metà mese tuttavia le correnti più fredde dal Nord Europa dovrebbero tornare ad interessare il Mediterraneo, riportando le precipitazioni ma soprattutto scenari meteo-climatici più consoni alla stagione invernale.
«Per gli amanti della montagna, si dovrà probabilmente attendere il prossimo weekend per rivedere le vette innevate». Ma gli esperti precisano.
«Il condizionale è d’obbligo perché la situazione, vista l’eccezionalità di questi ultimi mesi, potrebbe variare da un momento all’altro. Potremmo, quindi, definire queste previsioni a lungo termine una pura chiacchierata da bar: solo l’evoluzione delle correnti dei prossimi giorni ci diranno cosa ci aspetterà tra una settimana».













