Condanne pesanti ai turisti della cocaina, due fratelli di Samarate e un amico di Germignaga che pensavano di aver escogitato un sistema infallibile per importare droga dal Messico, nascondendola in statuette etniche acquistate a Concun. Ma non avevano fatto i conti con i carabinieri, che li avevano arrestati giusto un anno fa di questi tempi. Ieri mattina sono comparsi in tribunale a Varese, per rispondere di traffico di stupefacenti, di fronte al giudice Giuseppe Battarino. Hanno scelto il rito abbreviato e, pur conteggiando lo sconto di pena di un terzo, hanno rimediato condanne davvero pesanti: peraltro, il quantitativo di cocaina sequestrato dai carabinieri di Luino era notevole: 1,9 kg, trovati appunto all’interno delle statuette. Il giudice ha deciso per 8 anni e 34mila euro a Piergiorgio Ariu, 36enne residente a Samarate, che era stato intercettato a Malpensa al ritorno dal Messico con il suo carico di stupefacenti. Poi nella rete sono
finiti anche i suoi complici che ne aspettavano l’arrivo. Sono il fratello Luca Ariu, 35 anni, pure lui di Samarate (5 anni e 19mila euro, ma vantava già una condanna a 2 anni e 5 mesi per detenzione di droga ai fini di spaccio), e l’amico Calogero Cimino, 40 anni, di Germignaga (4 anni e 18mila euro), incensurato. Il carico di cocaina purissima era destinato allo smercio nella zona dell’alto Lago Maggiore. Tutte persone con un tenore di vita molto elevato fatto di bella vita e auto nuove e di grossa cilindrata. Circostanza che aveva già insospettito gli inquirenti cui, dopo aver bloccato i quattro, è bastato guardare con attenzione nell’incavo delle statuette per vedere confermato quanto ipotizzato. L’operazione che ha tolto dal mercato quel popò di roba, era stata coordinata dal sostituto procuratore Raffaella Zappatini e ha permesso di scoprire e interrompere un importante filone di approvvigionamento di droga nel Luinese.
e.marletta
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