VARESE La vita del pendolare è sempre più dura, se è varesino ancora di più. Lo dicono i dati divulgati dal consigliere regionale Pd Stefano Tosi, ma sono i racconti in prima persona dei pendolari a descrivere i viaggi quotidiani in carrozze gelate, sovraffollate e dagli orari incerti. L’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo risponde con dati che parlano di
diminuzione dei treni soppressi e di ritardi in calo. Nel frattempo, però, nel mese di novembre 2011 quindici linee Trenord su ventisei hanno superato il coefficiente del 5% dell’indice di affidabilità: chi ha viaggiato su questi treni, quindi, ha diritto al bonus del 20% di sconto sull’abbonamento di febbraio. Tra le quattro peggiori linee, due servono la provincia di Varese.
La denuncia è partita da un gruppo di consiglieri regionali del Pd che, come il varesino Tosi, monitorano da tempo la rete regionale dei trasporti dedicati ai pendolari. L’anno scorso hanno compiuto un “tour” in tutte le stazioni della ex tratta Fs, raccogliendo le denunce dei pendolari. «E a marzo lo rifaremo – annuncia Tosi – Per vedere se ci sono stati miglioramenti, visto che le entrate di Trenord sono salite grazie ai recenti aumenti del 25% sul prezzo dei biglietti».
Il mese di novembre, l’ultimo disponibile sul sito www. trasporti. regione. lombardia.it, è stata una vera debacle per i trasporti lombardi. La maglia nera va alla Alessandria-Luino, che costeggia il Verbano da Sesto Calende alla città di Piero Chiara: arriva al 16,93% di un indice, quello di affidabilità, che più si alza peggio è. Seconda è la Colico-Chiavenna, con il 7,95%. La peggiore tra le altre linee varesine è la Milano-Gallarate-Varese, quarta con il 7%, mentre la Gallarate-Luino è al 6,24% e la Milano-Domodossola, che attraversa il sud della provincia, è appena insufficiente con un 5,31%.
Eppure, secondo Cattaneo, i dati sono in miglioramento. «Tra il 2010 e il 2011 Trenord ha ridotto le soppressioni – scrive in una nota – passando da una media di 19,5 corse soppresse al giorno a 18 (-10%),continuando verso l’obiettivo “soppressioni zero”». Il ritardo medio per passeggero, scrive ancora Cattaneo, dal 2010 al 2011 è passato da 2,99 a 2,82 minuti: un dato che si traduce in 1,02 milioni di ore “restituite” ai 670 mila viaggiatori lombardi, e che si aggiunge alle 2,36 milioni di ore guadagnate l’anno precedente.
I racconti dei pendolari, però, sono da incubo. Stefania Bonini, portavoce del comitato di pendolari “Pollonord” è critica: «Noi pendolari ci sentiamo abbandonati. Ultimamente si sente parlare solo di alta velocità e di Pedemontana – denuncia – Ma noi viaggiamo ancora in treni sporchi, dove l’aria condizionata è accesa anche d’inverno, e scendiamo in stazioni buie e inospitali a orari il più delle volte imprevedibili. Non avrebbe più senso migliorare i trasporti pubblici usati dai cittadini che pensare alle grandi opere?» Un’alternativa, del resto, i pendolari non ce l’hanno: «Con gli aumenti di benzina e autostrade non possiamo permetterci di rinunciare al treno».
Chiara Frangi
s.bartolini
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