E’ il giorno di Zalone al palazzetto «Varese sarà piena di terroni»

E’ il giorno di Zalone al palazzetto «Varese sarà piena di terroni»

VARESE «Chissà quanti simpatici terroni compiaciuti troverò a Varese. Tanti. Immagino». Quella di Checco Zalone – alias Luca Medici – è una vita che continua a svolgersi tranquillamente a Capurso, in provincia di Bari, dove è nato 34 anni fa. «Si stupiranno che ho cominciato a lavorare soltanto adesso? Al Nord non si scherza mica col lavoro. Ma ho finito le riserve di quello che ho scritto negli anni. Ora comincio a sgobbare davvero».

Una laurea in giurisprudenza appesa al muro e una popolarità sconcertante, in tv e al cinema (il film “Che Bella giornata” ha totalizzato 43 milioni di euro e mezzo d’incasso, il più alto in assoluto nella storia del cinema italiano, per intenderci). Ma «Resto umile – come cita, in parte, il titolo della sua tournée nei palazzetti italiani – poi c’è il sottotitolo, rigorosamente tamarro: world tour».

E fa tappa al Palawhirlpool di Masnago oggi alle 21. Checco Zalone è un contenitore inesauribile di doppi sensi, rimacce e scurrilità – è vero – eppure gli si perdona tutto. E forse per questo funziona: rovescia il politicamente corretto, non rispetta niente, non si autocensura. Proprio come il giullare di corte di molta letteratura passata: può mangiare al tavolo del re, mettere le mani nel piatto, spettinargli i capelli, togliergli la riverenza. Ma certi andazzi – da altri non sarebbero tollerati – può concederseli soltanto lui. Persino agli occhi di chi ha la puzza sotto il naso. Perché lui di arie non se ne dà davvero.

Qual è il segreto del suo successo?
La mia pancia (ride). Ho la physique du rôle.

Come mai questo titolo? Vuole si pensi che non lei non si è montato la testa?
Sono ancora disincantato, anzi incantato da questo lavoro. Nel senso che non ci credo manco io. Un racconto tra reale e surreale dove parlo soprattutto di me, del tamarro che è in me. Quindi viene fuori tutta la me… – tronca – la me…diocrità dell’essere umano.

Una galleria di personaggi che collauderà in tour, quindi molte new entry.
Esatto. Finalmente personaggi inediti che non si trovano ancora su you tube.

Da Zelig a «Siamo una squadra fortissimi», poi cinema. Ora musica in arene e stadi da 5,6 mila posti. Voglia di esagerare?
La produzione è quella che nutre grande fiducia. Se poi la gente non verrà sarò io a fare una gran bella figura di m…

Ma tutta questa fama non mette paura?
Paura è un eufemismo. Mi cago addosso.

Checco Zalone sta per?
Che Cozzalone! a Bari vuol dire: che tamarro!

Luca Medici e Checco Zalone sono diversi?
Prima sì. Ma adesso si confondono. Oggi chi manderebbe aff… Checco, ce lo manderebbe pure Luca.

Non ama essere definito “l’uomo del momento”.
Porta sfiga. Finito il momento sei finito pure tu.

Qualcuno si è mai arrabbiato per le sue parodie?
Non ci sono riuscito nemmeno con «Questa della D’Addario – intona – è una storia vera che si trovò a palazzo quella sera, e il Premier che la vide così bella, sul letto la mise a …»

Sì, sì, non andiamo oltre, ce la ricordiamo.
Anche in quel caso mi telefonarono redarguendomi – questa parola però il mio pubblico non la capisce – insomma si sono incazzati all’inizio: non puoi mica dire queste cose del Presidente. Però hai ragione, anzi scusa.

In cantiere ancora cinema. Dopo il boom di “Che bella giornata” sarà difficile far ridere ancora. Ha un piano B?
Se diciamo che faccio cinema, quelli che lo fanno sul serio si offendono. Diciamo che sto lavorando ad entrambi: cinema e piano B.

Barbara Rizzo

v.colombo

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