È il Varese dei ragazzini terribili Tra i vecchietti Pinto in cattedra

Spinta da un’aria leggera, una nuvola bianca avanza inesorabile. Dopo tuoni, fulmini, pioggia (il Varese di Sannino), il sole accecante e organizzato in forze (Maran), l’indistinta nebbia (l’ultima stagione), ora questo vento leggero. Quasi un’onda lunga, più bacio che schiaffo anche quando segna a ripetizione e sembra volerti far male.

Alla Sottili, alla Laurenza: li guardi e sorridi, ma intanto corri (frase di Montemurro). E’ la squadra dei piedi buoni, dei trequartisti, dei fantasisti e d’un centrocampo che straborda come l’alta marea sommergendo persino la difesa (ieri ingiudicabile) e un attacco in costruzione, quella che si diverte in Val d’Aosta contro una rappresentativa di prima divisione: 16-0 con poker di Ferreira, tripletta di Forte, doppiette di Calil, Momenté e Tremolada.

È cambiato il gioco, ma soprattutto le facce (via il muso di Troest, il ghigno di Carrozzieri, i tormenti di Ebagua). Non si ride ma si scherza: è diverso. Prendete Ferreira Pinto: l’anno scorso si sedeva in un angolo dello spogliatoio, adesso raccoglie le multe per pagare pizza o pasticcini. Siamo di nuovo tutti uguali (questa

è di Milanese). In più c’è Sottili: acuto, poche parole ma acuminate. Non a casa ha due fessure al posto degli occhi: sottili, di nome e di fatto. Ci passa un ago. Ma punge. Così: «Avevamo voglia di andare a correre. Di non adeguarci al fatto che giocavamo un’amichevole. Di non prendercela con i compagni che sbagliano».

Dopo nove anni di 4-4-2, centrocampo prima a 3 con un trequartista (Tremolada: il talento non lo perdi mai, fa solo dei giri strani per poi tornare a casa) nel 4-3-1-2 e nel secondo tempo con due fantasisti (Ferreira: ha ragione Sarah Maestri, è l’acquisto in più; e Calil, un “lungo” che deve avere benzina nelle gambe per esprimere i suoi colpi) nel 4-3-2-1 che a volte appare 4-3-3.

Dati numeri, cosa c’è dietro, e dentro? Più possesso palla, fraseggi e tocchi stretti che volate e ripartenze. Più danza di piedi che fendenti coi quadricipiti. Lo ammette Sottili, parole come gocce sul marmo. Fanno rumore: “Quando abbiamo la palla, con tutti quei piedini dolci, facciamo male. Ma la differenza dovremo farla quando non potremo averla, in fase difensiva. A questo non siamo ancora educati. Non siamo pronti per fare la guerra”. Ma per giocare, che è un po’ come fare l’amore.

Su tutti Tremolada trequartista nel primo tempo: il talento persosi dell’Inter, per la delicatezza e la bacchetta nascosta, ha ricordato un po’ Buzzegoli. Se metti assieme Pasa, Ely, Barberis e Forte hai questa sensazione: abbiamo giovani bravi. Blasi intanto morde, e Forte va al massimo (noi lo vediamo come nuovo De Luca, ma nella Primavera).

Pietro Tripoli, la zanzara, se ne è andata all’Ascoli (biennale, via Parma): è un pezzo di Varese ma è soprattutto un pezzo di noi. Se ne va senza tradire nessuno, e questa è la novità. Se ne va con amore, sulle sue piccole ali che hanno fatto la barba ai giganti, abbattendoli. Indimenticabile, di Tripoli, un gol al Piola di Novara e la finale contro la Cremonese (con Osuji e Gamba, simbolo di tutti i nani che salgono in cima al mondo). “Sei così basso che quando ti siedi in panchina non tocchi terra con le punte dei piedi. Corri e non rompere”. Mai ha rotto le scatole, sempre ha corso. Buona fortuna, Tripolino.

Sarà il fine settimana di Bonazzoli (34 anni, una dozzina di gol a stagione). E la prossima, quella di Pavoletti. Chiedono 1 milione per la comproprietà. Poi scenderanno al prestito oneroso, quindi a quello gratuito: il Varese sa aspettare. C’è anche il Bari, oltre al Carpi (che però ha già due punte centrali: che ci va a fare? “Gli farebbe bene avere alle spalle Neto e Calli” scherza Milanese). E Montemurro: “E’ una lunga guerra. Magari alla fine a spuntarla saremo noi”. Capitolo difesa: al centro possono giocare anche Corti e Pucino, perché soffocare Ely, Splendhofer o Pasa con un grosso calibro? Lazaar o Fiamozzi, il discorso è lo stesso. Se non è giovane il Varese, che Varese – e che calcio – è?

Andrea Confalonieri

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