L’assessore si trovava sul Cuvignone per partecipare alla cena del rally, quando i fari della sua auto hanno illuminato due occhi in mezzo alla strada.
Clerici ha subito inchiodato ed è sceso per capire in cosa si fosse imbattuto. Pensava di trovare un gatto o una volpe, e invece ad aspettarlo c’era un piccolo ovino. «L’animale era buttato per terra e c’era del sangue – ricostruisce Clerici, che sperava che nessuno venisse a sapere della vicenda – L’ho messo in piedi per capire dove fosse ferito. A quel punto ho visto che il sangue proveniva dal cordone ombelicale che era ancora attaccato al cucciolo».
Che fare dunque? «Mi sono appostato per vedere se la mamma tornava a prenderlo, ma niente – continua l’assessore comunale – Ho sentito dire parecchie volte che i cuccioli di ungulati non vanno toccati perché altrimenti vengono abbandonati dalla madre, ma ormai era troppo tardi perché l’avevo preso in braccio per capire dove fosse ferito». Non ultimo: bamby era troppo vicino alla strada e rischiava di essere investito. L’assessore, allora, lo ha caricato in auto.
«Ho provato a chiamare la polizia provinciale e la forestale, ma era notte e non mi hanno risposto – dice Clerici – Dall’agriturismo mi sono fatto dare un po’ di latte per il cucciolo e poi l’ho portato alla clinica veterinaria del dottor Galli. Lì una veterinaria ha preso in consegna l’animale. Lo ha visitato trovandolo in perfetta salute». «Il giorno dopo il cerbiatto è stato portato all’oasi di Vanzago. Dispiace sapere che quella bestiola – che era troppo piccola per capire di che razza fosse – non potrà più vedere la sua mamma. La polizia provinciale il giorno dopo mi ha “cazziato”, dicendomi che dovevo lasciarla lì. Ma io sono convinto che a lasciarla lì sarebbe morta».
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