VARESE Un sindacalista modello. Uomo del dialogo, aperto all’innovazione, ma fermo nella difesa degli interessi dei lavoratori. «Prima di tutto un amico – così lo ricorda il segretario della Cisl di Varese, Sergio Moia – e per questo insostituibile nei nostri cuori». Sono ore di lutto queste alla Cisl. Il sindacato è in lutto per l’improvvisa scomparsa di Loris Andreotti, stroncato da un infarto a soli cinquantaquattro anni nella serata di mercoledì.
Nato ad Arborea, in provincia di Oristano il 30 settembre 1955 da famiglia contadina, Andreotti era sposato, aveva due figli e viveva a Malnate. Nel sindacato da una vita aveva iniziato negli anni 70 come delegato di una piccola azienda del tradatese. «E proprio all’inizio della sua attività – sottolinea Moia – aveva vissuto la stagione dell’unità sindacale». Passato poi a lavorare nel 1979 alla BTicino, ne era presto diventato coordinatore sindacale sempre per la Fim. Su invito della Fim e della Cisl, alla fine degli anni ’80, aveva poi accettato di uscire dalla fabbrica per occuparsi dell’avvio della gestione dell’Ente Bilaterale Artigiano, finché nel 1992 era entrato nella segreteria del sindacato dei metalmeccanici, diventandone segretario generale nel 2004. «Di lui avrò sempre in mente lo sguardo mite e caparbio – evidenza Moia – perché questo è sempre stato il suo animo: quello di un uomo che ricercava il dialogo anche dove non sembrava fosse possibile ma che esigeva che anche la controparte rispettasse questo percorso. Il tutto unito da una straordinaria determinazione e da una disponibilità assoluta». Un sardo con la testa dura e il cuore grande.
Qualità che ora in Cisl tutti rimpiangono. «Siamo ancora choccati – confermano dal sindacato – perché quello che è accaduto è stato veramente qualcosa di improvviso. Fino all’altro giorno sembrava che, al di là di qualche acciacco, non avesse problemi di salute. Poi giovedì mattina abbiamo ricevuto questa drammatica notizia che ci ha lasciato senza parole e con il cuore colmo di dolore”. Perché è proprio in questo periodo di crisi e posti di lavoro messi a rischio che l’attività di Andreotti si sarebbe dimostrata quanto mai preziosa. «Loris – spiega Moia – ha sempre vissuto il suo incarico con grande attenzione alle piccole imprese e il suo background lo portava con testardaggine a voler cercare le soluzioni
sempre. Era un sindacalista determinato e sempre attento a trovare risposte ai bisogni dei lavoratori e aveva una straordinaria apertura mentale che lo rendeva capace di interloquire come pochi sul tema dell’innovazione. L’innovazione sana, quella giusta, che serve per dare impulso alle imprese e che, come in questo periodo, si rivela la strada giusta per affrontare le difficoltà dei comparti produttivi». E proprio nel mondo metalmeccanico queste sue doti erano riconosciute da tutti. «Anche ultimamente – conclude Moia – aveva messo in campo tutte le sue energie per gestire il periodo complicato dell’economia del Varesotto. E come è sempre stato nella sua vita da sindacalista al centro dei suoi pensieri c’era l’interesse dei lavoratori e delle loro famiglie».
e.marletta
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