“E’ un incrocio maledetto” I residenti sono sotto choc

“E’ un incrocio maledetto” I residenti sono sotto choc

VARESE «Qui succederà qualcosa di brutto». È la dichiarazione sull’incrocio-maledetto del tabaccaio di via Salvo D’Acquisto 2/E, Maurizio Cervara. Che però non risale al giorno dopo il dramma, ma al 18 settembre del 1998. «Sono passati undici anni – sottolinea – e da allora niente è cambiato. Lavoro qui da diciassette anni e dalla vetrina che guarda su via Sanvito ne ho viste di tutti i colori». E ora è il momento delle considerazioni inevitabili. «Senza dare la colpa a nessuno – spiega il tabaccaio – bisogna rendersi conto delle condizioni di estremo rischio in cui si trova questo incrocio. In uscita da via Salvo D’Acquisto non si riesce a vedere chi arriva dalla strada principale e per forza di cose bisogna sporgersi almeno con l’avantreno. Ho visto decine di ragazzi in motorino travolti in pieno dalle auto di passaggio». Uno in particolare se lo ricorda bene. Lo aveva guardato sbalzare, assicura, e atterrare disastrosamente alcuni metri più avanti mentre consegnava un pacchetto di sigarette a un cliente. E così la rabbia di chi da anni segnala il pericolo imminente ora si fa sentire in modo più bruciante del solito. «Ci vuole una rotonda. Sappiamo che il Comune non ha soldi, ma va benissimo anche se fatta con i new jersey di plastica. L’importante è evitare che qualcun altro ci rimetta di nuovo la vita». Nessun testimone diretto dell’impatto tra le due autovetture, ma tanti sono i residenti scesi in strada dopo aver sentito il botto.

«Un boato», racconta la signora Taras, anziana residente nella palazzina contro cui è finita la Fiat Bravo dei quattro rimasti feriti in modo lieve. «Erano circa le 23.30 ed ero già a letto, avevo appena finito di leggere. All’inizio addirittura ho avuto un attimo di paura e non mi sono alzata, ho pensato che fosse crollata una casa». Poco dopo sono arrivati i mezzi di soccorso a sirene spianate, e capito che si trattava di un incidente la signora si è affacciata al balcone per vedere cos’era successo. «Di incidenti ne capitano ma una cosa del genere non l’avevo mai sentita. C’era un’auto accartocciata che era diventata irriconoscibile, sembrava carta pesta». «Abbiamo chiamato immediatamente i carabinieri – racconta Franco Bianchi, un residente – è stata una botta così forte da tirarci giù dal letto. Poi siamo scesi in strada e abbiamo trovato l’auto infilata sotto al portico del palazzo e quella distrutta sull’altro lato della strada».«Questo incrocio è terribile – conferma Carla Sartorelli della pasticceria che dà sull’angolo incriminato – anche per i pedoni che attraversano. Chi gira non può vederli prima e qualcuno prima o poi finirà sotto a una macchina». Incredibile poi la testimonianza di due amici di Martina che abitano a poche decine di metri dall’incidente, Paolo e Lorenzo Massara: hanno assistito a tutta la scena dopo lo schianto letale senza sapere di chi si trattasse. «L’abbiamo letto soltanto la mattina – racconta Paolo – è stato tremendo».Francesca Manfredi

s.bartolini

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