BUSTO ARSIZIO Rosario Vizzini prima di tutto diede le indicazioni agli inquirenti per ritrovare il cadavere di D’Aleo.
Il collaboratore ha raccontato che Salvatore era un ragazzo di Fabio Nicastro e che era stato rimproverato più volte perché andava in giro a chiedere soldi, cioè fare estorsioni, spendendo il nome di Piddu Madonia e dello stesso Vizzini Rosario. Tra i vari affiliati fu in particolare Emanuele Italiano a minacciarlo di morte promettendogli di sparargli in faccia per un debito di cocaina non onorato. Sentendosi emarginato, il “picciotto” ha cominciato ad andare in giro dicendo che per vendicarsi avrebbe bruciato le case di tutti, anche di Vizzini e Nicastro.
La sera del 2 ottovre Nicastro e Italiano si sarebbero rivolti a Vizzini, chiedendogli di aiutarli a seppellire il cadavere di D’Aleo. I due raccontano di averlo incontrato in un bar e, a bordo di una Lancia Lybra, averlo condotto a Vizzola Ticino dove Italiano lo ha freddato con uno o due colpi di pistola alla testa. Il cadavere è stato poi spogliato e sotterrato in una scarpata adiacente al canale Villoresi. Decine di reperti ossei furono trovati dai medici legali.
m.lualdi
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