Roma, 25 gen. (TMNews) – Con un “malcontento così diffuso” è possibile che “qualcuno prenda la palla al balzo” per spodestare Hosni Mubarak e prendere il potere. “Non escludo il rischio di un colpo di stato” tramite “l’esercito”, ha spiegato a TM News Daniela Pioppi, ricercatrice di “Storia e istituzioni dell’Africa” all’Università La Sapienza di Roma, a proposito delle manifestazioni di protesta contro il capo dello Stato. “Il presidente egiziano sta preparando da tempo la sua successione, vorrebbe insediare il figlio. Ma anche all’interno del suo partito c’è chi non vede di buon occhio questa soluzione. C’è un problema interno al regime, e questo potrebbe spingere qualcuno ad approfittare della situazione per insediarsi”, ha aggiunto l’esperta.
Secondo Pioppi, le rivolte in Tunisia – che hanno portato alla fuga dal paese del presidente Zine El Abidine Ben Ali e alla formazione di un governo di transizione – “hanno avuto un effetto importante”. Ma i due paesi hanno certamente un “peso differente, anche in termini demografici” sugli equilibri regionali e internazionali. “La rivolta in Egitto sta avendo un grosso impatto e potrebbe non rivelarsi un fuoco di paglia”, ha commentato l’esperta. “Ma il problema principale, in questo paese, è come la mancanza di consenso” nei confronti del regime, che da anni usa l’arma della repressione, “sarà convogliato in qualcosa di costruttivo”.
Insomma la difficoltà principale sarà “individuare gli attori in grado di governare il paese”. “Il problema maggiore di questa probabile rivoluzione è che manca un partito capace di portarla avanti, di sostenerla e di fondare un nuovo governo”, ha commentato Daniela Pioppi.
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