Elezioni/ A Cagliari sfida Fantola-Zedda a colpi di fioretto

Cagliari, 25 mag. (TMNews) – Un confronto tutto sommato civile, con pochi momenti di tensione che si è chiuso in sostanziale parità quello svoltosi questo pomeriggio fra Massimo Fantola, 63 anni e Massimo Zedda, 37 anni, candidati sindaci rispettivamente per il centrodestra e per il centrosinistra che al ballottaggio di domenica e lunedì si contenderanno la carica di primo cittadino di Cagliari, città governata da sempre prima dalla Democrazia Cristiana poi dal centrodestra, se si eccettua una breve parentesi socialista nei primi anni ’90.

Una sfida all’ultimo voto, visti le 413 preferenze con cui Massimo Zedda, considerato l’enfant prodige della sinistra italiana, ha distanziato il suo rivale, politico di lungo corso ex Dc, Segni e ora Riformatori sardi, al primo turno.
A contare potrebbe essere anche l’atteggiamento degli elettori di Futuro e Libertà, il cui leader, il coordinatore regionale Ignazio Artizzu, anch’egli candidato alla carica di sindaco ha dichiarato di non voler far convergere sul centrodestra. Certo è che la dichiarazione di un big gallurese del partito, il consigliere regionale Matteo Sanna (“se io fossi di Cagliari voterei Zedda”), suona come una precisa presa di posizione.
Fantola e Zedda si sono confrontati con pacatezza sui vari temi cari ai cagliaritani: mancanza di lavoro, lo sviluppo turistico, il futuro della spiaggia del Poetto su tutti.

La tensione è salita quando si toccato il tasto dell’edilizia e delle ‘tre M’, massoneria, medicina e mattoni, spesso abbinate al centrodestra: “La sinistra vive su queste calunnie – è esploso Fantola – Sfido chiunque a immaginare un solo atto della mia attività che non sia stato a vantaggio dei cagliaritani. I cialtroni della sinistra continuano ad insultare su questo. A Cagliari serve altra edilizia in città, ci sono tanti immobili e volumetrie da ristrutturare. Occorrerebbe un vero e proprio master-plan”.

La risposta di Massimo Zedda è stata pacata: “C’è bisogno di case – ha ribattuto – vista la fuga dei cagliaritani verso hinterland. Tuvixeddu? L’intera area va riqualificata. Abbiamo in città molti spazi del Comune e di privati in stato di abbandono che possono ospitare case per giovani coppie”.
E se per lo sviluppo della città Zedda propone zone franche, abbattimento della Tarsu e lo snellimento della macchina amministrativa, Fantola punta le sue carte sul turismo e sul fatto che negli ultimi anni la città sia migliorata, “anche se le periferie rimangono degradate”, lo ha incalzato il candidato di centrosinistra.

Scintille fra i due candidati sulla spiaggia del Poetto, in particolare sul disastroso ripascimento di una decina di anni fa. I due candidati hanno scaricato le responsabilità sulle giunte di centrodestra e centrosinistra che si sono alternate negli anni alla Provincia e hanno manifestato posizioni differenti sulla gestione dell’arenile: un’autorità unica per Fantola, cosa inutile per Zedda, per il quale basterebbe un coordinamento fra Comuni di Cagliari e Quartu e la Provincia.
Quanto alla futura giunta municipale entrambi hanno le idee chiare: “Ci saranno molti giovani e molte donne – ha dichiarato Fantola – Gli assessori li sceglierò io sulla base delle capacità ed onestà. Berlusconi? Gli ho parlato, andrò da lui. Ho bisogno di fare richieste precise su Cagliari”. Simili le intenzioni di Zedda: “Ci sono molte professionalità fra i giovani e le donne che intendiamo sfruttare. Per ottenere risorse alla città di Cagliari si va ai ministeri, non a cena da Berlusconi”, ha detto riferendosi al sindaco di Firenze Matteo Renzi. E poi, ironizzando ha concluso: “Tuteleremo il 40 per cento di quota uomini”.

“Noi abbiamo il progetto, le idee e la classe dirigente per far compiere alla città l’auspicato salto di qualità”, ha detto Fantola, candidato sindaco di centrodestra nell’appello finale.
“Nell’aria si sente la necessità del cambiamento – ha ribattuto Zedda – Il nuovo sindaco deve dare risposte rapide ai cittadini e intervenire in modo autorevole sulle grandi questioni”.

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