«Esperienza e amore per la maglia. Così ne è uscita una formula magica»

La parola al direttore - Le dediche di Scapini: «Alla mia Mirella e a Ricky Sogliano. Varese è unica»

«Portaci, portaci, portaci in Europa! Dai Scapini, portaci in Europa». Così cantavano a Solbiate Arno una settimana fa i tifosi del Varese al direttore sportivo biancorosso, a cui quest’estate è stato chiesto di costruire la squadra della rinascita e che oggi fa festa insieme a quegli stessi tifosi per il traguardo raggiunto: «Nel settore giovanile abbiamo vissuto grandi emozioni rimaste un po’ in sordina, una prima squadra ha ovviamente maggior risonanza. Quel coro cantato per me e la festa di oggi sono una soddisfazione speciale. Li ringrazio ancora. Hanno fatto capire che contava solo vestire i nostri colori, non la categoria: ci hanno seguito con passione e felicità ovunque. Hanno un merito enorme in quello che abbiamo ottenuto». Per il ds ci sono due dediche speciali: «A mia moglie Mirella, che mi è sempre stata vicino a partire da quella notte di inizio agosto in cui non riuscivo a prendere sonno perché continuavo a chiedermi se sarei stato capace di costruire una squadra che facesse felici i tifosi. Un ringraziamento speciale anche a Ricky Sogliano: ci siamo sentiti spesso, mi ha spronato, incoraggiato, consigliato. Grazie a loro, per noi è importante sapere che ci seguono e ci vogliono bene».La rosa si è rivelata di altissima qualità: «Siamo partiti dalla maglia, da giocatori che erano già stati qui, che sapevano cosa volesse dire giocare

per il Varese, che venissero dalla nostra storia: Luoni il primo, poi Gazo, Bordin, Azzolin, Giovio che voleva smettere e abbiamo convinto a tornare grande con noi. Mister Melosi, che abbiamo scelto per il carattere e l’esperienza, ci ha consigliato Marrazzo, Capelloni e Viscomi. Danilo Vago, che conosce bene queste categorie, è stato di grande aiuto. Un ottimo lavoro di squadra. Una grande sorpresa è stato Gheller: è stato importantissimo averlo con noi, per lo spogliatoio, per i giovani, per gli stimoli che ha dato a tutto l’ambiente».La serie D è stata raggiunta a tempo record con una squadra che ha vinto e convinto: «Le gare più importanti? L’andata col Legnano, in cui abbiamo mandato a tutti il segnale che eravamo qui per vincere. L’allungo nel finale di andata e inizio ritorno. E il ritorno col Legnano: lì ho capito che era fatta».E ora… che si fa? «Si lavora: il futuro è già iniziato. Più si sale meno si può sbagliare. La strada è quella giusta, i giocatori si sentono parte del progetto e di questi colori. I giovani gioielli Zazzi e Lercara? Ovviamente qualcuno li ha addocchiati. Nessuna opportunità importante gli sarà negata. Ma hanno capito cosa sono i tifosi, la città, i giornali, l’importanza del Varese e del suo progetto. Sanno che trovare un posto migliore di questo non è facile».