“Facebook e twitter fanno male ai giovani”

“Facebook e twitter  fanno male ai giovani”

NEW YORK – Non è vero che social network come Facebook e Twitter agevolano la vita ai giovani. Anzi, li isolano sempre di più in una comunicazione virtuale che li allontana dalla realtà. È questa la tesi di una delle principali sociologhe americane dell’universo giovanile, Sherry Turkle, che insegna sociologia al Mit. Nella sua ultima pubblicazione, “Alone Toggether” (Insieme ma soli), la Turkle riferisce dei casi di decine di giovani che, prove alla mano, attraverso Facebook, Twiter e altri strumenti di comunicazione sociale si sono ritrovati con problematiche accresciute, fino ad arrivare al suicidio.Secondo la studiosa, il modo isterico, “quasi spaventato”, in cui oggi si comunica via web soprattutto attraverso Facebook, Twitter e social network analoghi è il segno “della moderna follia”. “Questo comportamento, che è ormai diventato

così diffuso da poter essere considerato tipico di questa generazione di ragazzi, esprime problemi che una volta avremmo trattato come patologici”. Oggi invece vengono considerati normali, rientrano nel “modo d’essere” di oggi. Ma secondo la professoressa Turkle normali non sono affatto: attraverso Facebook e Twitter una personalità in via di formazione viene incanalata in percorsi e in dinamiche del tutto innaturali, a meno che non vi siano figure adulte di riferimento in grado di guidare l’adolescente a struttura in modo compiuto ed equilibrato la percezione della realtà. Anche l’ulitizzo di cellulari e soprattutto degli sms ha del maniacale: la Turhle ha riferito che le è successo spesso ad un funerale di vedere persone che, istericamente, continuano a controllare il loro telefonino per verificare se hanno ricevuto messaggi.

s.golfari

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