Farfalle fatevi belle: è notte di Champions

Oggi (20.30) gara di ritorno con l’Azeyrol Baku. All’Unendo-Yamamay basterà vincere due set per passare il turno. Francesca Ferretti: «Il pubblico, valore aggiunto»

Certe sere non puoi permetterti di sbagliare. Stasera è una di quelle: dentro o fuori, non c’è alternativa. Alle 20.30 l’Unendo Yamamay ospita l’Azeryol Baku nella gara di ritorno dei playoff 12 di Champions League.
All’andata le farfalle volarono alto: vittoria per 3-1 all’A.Y.S. Sport Hall. Dunque, stasera basta vincere due set per qualificarsi. Missione possibile: parola di Francesca Ferretti, palleggiatrice della nazionale italiana, campionessa tra le più vincenti del nostro volley (citiamo “solo” i cinque scudetti conquistati tra Pesaro e Piacenza), da poco tornata in Italia dopo la risoluzione del contratto con il Rabita Baku (club alle prese con un improvviso e drastico ridimensionamento economico).

«Andare a vincere a Baku non era facile – sottolinea Ferretti – Busto c’è riuscita e ora può contare su due vantaggi importanti: uno è il risultato, visto che può permettersi anche di perdere 3-2, l’altro è il fattore campo: vi assicuro che per le avversarie giocare al PalaYamamay non è per nulla semplice. Quel pubblico, con l’atmosfera che riesce a creare, è un valore aggiunto incredibile per Busto».
Nel corso della sua esperienza al Rabita, Ferretti ha potuto farsi un’idea su pregi e difetti dell’Azeryol: «L’ultima volta che le ho viste mi sono parse un po’ in difficoltà, ma attenzione perché individualità del calibro di Brakocevic e Nikolic possono sempre farti male. E poi il cambio di allenatore può rappresentare una scossa positiva. All’inizio il fattore novità può darti inconsciamente una spinta in più». Ciò premesso, Ferretti vede Busto favorita: «Ora come ora l’Unendo Yamamay è più squadra – osserva la palleggiatrice reggiana – Spero che passi il turno perché faccio il tifo per le italiane».

L’esperienza azera di Ferretti, dicevamo, si è chiusa anzitempo per l’improvviso cambio di rotta del Rabita: «Loro si aspettavano di vincere la Champions – spiega – Un volta sfumato l’obiettivo, uno sponsor importante si è tirato indietro. Certo che un impegno, una volta preso, andrebbe rispettato fino in fondo. Peccato, ma sono comunque esperienze di vita che ti insegnano tanto». Il caso Rabita però non deve stupire più di tanto: «In Azerbaijan ci sono grandi disponibilità economiche,

ma dal punto di vista dell’organizzazione sono ancora indietro. Non c’è nemmeno un calendario ben definito: ti dicono “giochiamo domenica”, e poi magari giochi sabato. In generale manca una cultura manageriale per gestire al meglio le squadre e mettere a punto un campionato a regola d’arte. Oltretutto – aggiunge la giocatrice azzurra – Avere solo cinque squadre rallenta molto il ritmo: se non giochi una coppa europea rischi di scendere in campo due volte al mese…».

Tornando all’Unendo Yamamay, Ferretti mette le farfalle tra le favorite per lo scudetto: «Per come stanno giocando adesso, sì. Sono molto cresciute e tra poco rientrerà anche Aelbrecht, che oltre a essere forte è una che trasmette grande energia». E la “collega di ruolo” Wolosz? «Mi piace molto il suo temperamento, il suo modo di stare in campo. Aveva già fatto bene l’anno scorso e ora si è integrata ancora di più».
E poi c’è Diouf «che ha l’età dalla sua – rimarca Ferretti – Già adesso sta facendo benissimo, è diventata un po’ il simbolo della pallavolo italiana dopo i Mondiali. E acquisendo esperienza può solo migliorare. A Busto può farlo senza particolari pressioni: è una società che ti mette nelle condizioni di rendere al meglio».
Ma quando rivedremo Ferretti in campo? «Mi sto guardando in giro ma per ora non c’è nulla di concreto: in questo momento della stagione non è facile trovare una squadra, soprattutto per una palleggiatrice. Se possibile, però, vorrei rientrare in campo quanto prima, anche subito».